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“Cruda Sicilia”: al Galù il menù del giovedì. La Gastronomia a chilometro zero, con i crudi che vengono dal mare.

“Cruda Sicilia”: al Galù il menù del giovedì. La Gastronomia a chilometro zero, con i crudi che vengono dal mare.

“Cruda Sicilia” questa volta lascia la cronaca e diventa invece sinonimo di gastronomia di eccellenza. Dove? al Ristorante Galù di Scicli (via Pluchinotta tra via Mormina Penna e il Torrente Aleardi). Presentato alla stampa un nuovo percorso sensoriale alla scoperta dei gusti segreti che la Sicilia – questa nostra parte di Sicilia, a sud est- può ancora offrire e sperimentare. Un menu ricco di pesce, ma anche di prodotti rigorosamente a chilometro zero, che Luca Giannone e la moglie Gabriella hanno “studiato”, preparato e cucinato.  Si comincia con gli antipasti, e c’è già un’ampia scelta: il cannolo di acqua di mare con tartare di gambero rosso e la stracciatella di bufala, il riccio di mare che apre  in bocca  il gusto (ma anche l’odore) del nostro Mediterraneo, il cala-calamaro (un Julienne di calamaro con capperi cipolla e confettura di pepe corno), il passion shrimp (tre semplici elementi insieme: crema di zucca, gambero bianco e caviale di passiflora), oppure ancora l’ostrica con mojto analcolico, il gamber one con lenticchia soffiata.

Prima dei “Primi Piatti” il sorbetto che non ti aspetti: la granita di pala di ficomora (la nostra pala) che diventa “Fichissima”. Già da sola basta a tentare il percorso.

Quindi i Primi:

Ravioli co sucu…a modo mio (suo, di Luca) semplice ma con il tocco della mentuccia della bietola arcobaleno e le tartare di gambero rosso; la ricotta è di bufala.

Due “Ricordi d’infanzia”: il primo sono spaghetti in fumetto di cernia e succo di limone con nassa crudi (gamberetti bianchi del nostro litorale) e la mentuccia; l’altro è “‘Ncucciatu sciclitano” risottato in crema di pistacchio, servito con polpa di canocchia cruda, formaggio cremoso, con i petali di fiori eduli e granelli di pistacchio tostato. Una gioia per la bocca e per la mente.

Infine il dolce “Me-la mangio”: un tortino caldo di mela, dal cuore fondente, servito su tartara cruda di mela verde, zucchina, menta, limone e olio d’oliva; il tutto accompagnato con una sferetta di gelato mela-verde glassato. Caldo-freddo: un matrimonio azzardato? No, una mirabile unione per far provare   nuovi e impensabili gusti.

A completare il “percorso” è di grande aiuto la scelta dei vini: il “700-Cusumano”, brut metodo classico (36 mesi), il “Nature-Milazzo”, brut nature metodo classico  (48 mesi), il “Carjcanti-Gulfi”, doc Sicilia Carricante.

Il “Cruda Sicilia” è un menù serale che viene servito tutti i giovedì di questa Primavera- Estate, già aperta al Galù a suon di odori e sapori, nei piatti originali disegnati e prodotti artigianalmente dall’Arch. Peppino Lopez, altro protagonista della serata. Della coppia in cucina – Luca e Gabriella – che dire? Semplici nelle scelte, innovativi tra i fornelli; la loro cucina, le  spiegazioni che danno, il modo di porgerle e comunicarle evocano l’anima autentica di questa isola. Al di là della retorica e dei luoghi comuni.

Franco Causarano

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