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Scicli ospita il Convegno Internazionale “I Bronzi di Riace e la Siracusa dei Dinomenidi”. Sabato 13 giugno – Palazzo Spadaro

Sabato 13 giugno – Palazzo Spadaro

Scicli si prepara ad accogliere, sabato 13 giugno a Palazzo Spadaro, un appuntamento di grande rilievo scientifico e culturale: il Convegno Internazionale “I Bronzi di Riace e la Siracusa dei Dinomenidi”, promosso dal Comune di Scicli – Assessorato alla Cultura.

La giornata, moderata dall’archeologo sciclitano Pietro Di Rosa, si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco Mario Marino, del Presidente provinciale di Confartigianato Giuseppe La Rosa e del Segretario provinciale ANCOS Enrico Falla, per poi lasciare spazio all’introduzione del prof. Giuseppe Mariotta, che offrirà una cornice storica e metodologica al tema della mattina, con particolare attenzione al dibattito sulla natura “imperiale” del sistema palaziale miceneo.

Il cuore della sessione mattutina sarà infatti la presentazione del volume Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto (Einaudi 2025), a cura di Louis Godart e Stefano De Martino, affidata a Massimo Cultraro, archeologo del CNR e dell’Università di Palermo. Il libro, già al centro di un vivace dibattito internazionale, propone una lettura innovativa del sistema miceneo, interpretato non più come un mosaico di regni autonomi, ma come una struttura imperiale policentrica, dotata di una sorprendente coesione amministrativa. In collegamento interverrà lo stesso Louis Godart, accademico dei Lincei, per approfondire le implicazioni di questa tesi, per molti aspetti, “rivoluzionaria”.

La mattina si chiuderà con un ricordo di Michele R. Cataudella, affidato alla storica Anna Maria Seminara, che ne ripercorrerà specialmente il contributo agli studi sul mondo miceneo e anatolico.

Il pomeriggio sarà invece dedicato a un tema che negli ultimi mesi ha conquistato l’attenzione di archeologi, geologi, storici dell’arte e scienziati dei materiali: la possibile origine siciliana dei Bronzi di Riace. Una prospettiva che, dopo decenni di ipotesi marginali, è tornata al centro del dibattito grazie a un importante studio multidisciplinare pubblicato tra il 2025 e il 2026 sull’Italian Journal of Geosciences, firmato da un gruppo di studiosi provenienti da sei università italiane.

A presentare i risultati saranno Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione, che illustreranno come le analisi delle patine di corrosione, dei bioti marini e delle croste coralligene indichino che i Bronzi non possono essere rimasti per secoli nei bassi fondali di Riace, ma provengano da fondali profondi, compatibili con la costa ionica della Sicilia, tra Brucoli e Siracusa. A ciò si aggiungono le indagini sulle “terre di fusione” e sulle tecniche di saldatura, che suggeriscono un percorso produttivo complesso, forse iniziato in area sibarita ma completato in un contesto culturale e tecnico riconducibile alla Siracusa dei Dinomenidi. Una tesi che riapre anche la discussione sulla tradizione scultorea legata alla bottega di Pitagora da Reggio, attiva proprio alla corte siracusana.

Il tema sarà poi ampliato dagli interventi di Anna Maria Seminara, che rifletterà sul ruolo della scultura monumentale nella propaganda dei tiranni siracusani; di Giovanni Di Stefano, che ricostruirà il quadro politico dei Dinomenidi tra Gela, Kamarina e Siracusa; e di Johannes Bergemann, uno dei massimi esperti europei di scultura greca, che offrirà una lettura integrata tra storia dell’arte e scienze naturali. Seguiranno i contributi di Rosalba Panvini, dedicato alle dinamiche politiche e territoriali della Sicilia del V secolo, e di Saverio Scerra, che approfondirà le tecniche metallurgiche e il ruolo degli artigiani siracusani. Chiuderà la giornata Giuseppe Guzzetta, con un intervento sulla monetazione di Gela, Kamarina e Siracusa nell’età dei tiranni, ulteriore tassello per comprendere la complessità economica e politica del periodo.

Il convegno si propone dunque come un momento di confronto ad ampio raggio, capace di intrecciare archeologia, storia, scienze naturali e analisi dei materiali, e di restituire alla Sicilia il ruolo di crocevia culturale che ebbe nel Mediterraneo antico.