I TUMORI DI BIAGIO E L’ATTESA PER UNA ECOGRAFIA
Riceviamo e pubblichiamo:
“L’altro giorno alla sede di Comiso della “Rete Civica Articolo 32” abbiamo accolto una giovane donna preoccupata per le rischiose condizioni del marito. Biagio ha appena compiuto 34 anni, gli hanno riscontrato dei tumori alla vescica, ed è già censito dal servizio sanitario con il codice 048.
Il medico è cosciente che il paziente, considerata la giovane età, è ad elevato rischio di progressione della malattia. Pertanto è necessaria una costante, ed efficace, sorveglianza per evitare la precoce recidiva.
In buona sostanza il monitoraggio del paziente è parte essenziale del percorso di cura.
Opportunamente il medico ha prescritto una ecografia dell’addome indicando un tempo massimo di attesa di 60 giorni. Alla moglie che si è recata al cup per prenotare, e far presente che si tratta di un malato oncologico, è stata consegnata una prenotazione a 5 mesi !
Periodicamente l’azienda sanitaria pubblica le foto dei manager, soddisfatti e sorridenti, per annunciare che l’asp di Ragusa è in prima fila nella lotta contro i tumori. A questo punto ci chiediamo a cosa servono i comunicati trionfalistici sulle campagne di prevenzione se poi i malati non sono adeguatamente seguiti ?
I diritti e le priorità per i malati oncologici sono ancora garantiti in questa provincia ?! Ci viene il dubbio che l’autoreferenzialità sia diventata l’unico obiettivo.
Identica autoreferenzialità con la quale sono stati inaugurati tre cosiddetti “ospedali di comunità” , a Ragusa, Comiso e Scicli, abbondantemente arredati e attrezzati e, secondo notizie di stampa, con sessanta posti letto assolutamente vuoti. Forse qualcuno dei supermanager ha ancora il senso della vergogna ??”
Rosario Gugliotta presidente Reta Civica Articolo 32
