Si muove lenta la politica sciclitana. Priva di grandi sussulti e quasi attendista.

Un mese fa davamo conto della volontà del primo cittadino di operare qualche modifi
ca in giunta (con il rientro di Vindigni) e, a distanza di un mese, siamo ancora al
le prese con quella discussione. Dopo settimane di riunioni ed incontri di vario 
genere che hanno impegnato la maggioranza ed ai quali è stata presente anche la 
lista civica Cittadini per Scicli, non si registrano risultati degni di nota.
Da ultimo registriamo il comunicato stampa di Scimonello e Bonincontro (lunedì 
scorso) con il quale uno dei due si rende disponibile ad entrare in giunta, se 
cambio ci dovrà essere. Insomma c'è stagnazione in un momento che, fra l'altro si 
preannuncia di rinnovata difficoltà amministrativa se è vero, come sta accadendo, 
che andiamo in contro a nuove restrizioni che, certamente, non favoriranno 
politiche di sviluppo del territorio. 
Anzi, si preannuncia una fase di gestione amministrativa nuovamente complicata 
dalla diffusione del Covid 19 su tutto il territorio nazionale, con un grande 
rischio di sbagliare nelle decisioni assunte quotidianamente. Come accaduto 
domenica scorsa, ad esempio, quando una gara cittadina di bike - autorizzata da 
tanto di provvedimenti amministrativi comunali -  si è trasformata in un'occasione 
di assembramento proprio sotto il municipio di Scicli! La stampa regionale, il 
giorno dopo, è stata impietaosa nei confronti della città. E dire che, una decina 
di giorni prima, il Sindaco si era fatto fotografare a più riprese con una 
pattuglia di Vigili Urbani (due auto al seguito) mentre andava in giro per la città
, quasi come uno sceriffo, a verificare personalmente il rispetto delle norme sul 
distanziamento sociale. 
Ciò detto, per altro, la cartina di tornasole principale che dà la misura delle 
difficoltà amministrative che deve fronteggiare quotidianamente l'Amministrazione 
Comunale è data - ancora una volta - dalle  problematiche contabili dell'ente. 
Mentre siamo ancora in attesa di conoscere la risposta alla nota della Corte dei 
Conti sull'attuazione del Piano di Riequilibrio pluriennale, la giunta ha 
deliberato il conto consuntivo 2019 (che deve andare ancora in consiglio comunale)
 mentre, alla data in cui scriviamo, non è ancora pronto il bilancio di previsione
 del 2020, la cui scadenza di legge era data al 30 settembre! Altro che 200 mila 
euro per rifondere le imprese in difficoltà o 20 mila euro per la promozione 
turistica, come la Giunta Giannone aveva promesso nel maggio scorso. Senza bilancio
 non si canta messa e, dalle parti del Palazzo, in pochi sembrano avere la 
possibilità di cantare. 
Epperò, volgendo lo sguardo alle opposizioni, è inutile negare che proposte 
politiche alternative a quella attuale sono ancora lontane dall'essere credibili. 
Il centro destra, con Mario Marino, sta cercando di tessere una tela ma, nel 
frattempo, è completamente scomparso dal dibattito pubblico. Quasi avesse 
rinunciato a svolgere il ruolo di opposizione ricoperto in Consiglio Comunale. 
Il c. d. Centro sinistra (PD, Psi, Italia Viva, Movimento 5 stelle ), invece, 
stenta a dare continuità ad un'azione politica che ha conosciuto il punto di 
massima visibilità sulle tematiche urbanistiche ma che, dopo quel sussulto 
post-estivo, è tornata sotto traccia. 
Ad un anno dalle elezioni amministrative questo è lo scenario politico. 
Personalmente, specie dopo il partecipatissimo incontro con l'On. Le Fava di venti
giorni fa, ritengo che il solco entro cui si dovranno costruire le alleanze per il
 futuro governo della città, rimane quello dello scioglimento del Consiglio 
Comunale, che dà la misura di due visioni differenti di Scicli.
Accertato che lo scioglimento è stato fortemente legato agli interessi forti che 
si giocano sul territorio (discariche, impianto di trattamento rifiuti, 
abusivismi edilizi ecc.), ritengo che da una parte debba stare chi si è posto in
contrasto con una visione del territorio che non sia sostenibile dal tessuto urbano
, dalle campagne e dal mare, mentre dall'altra parte debba stare chi si è 
dimostrato "possibilista" rispetto a tutti questi piani di sviluppo che sono 
differenti ma hanno una matrice politica comune. Le due parti non sono 
conciliabili.
In mezzo, ovviamente, rimangono sempre coloro che, a parole, si sono detti 
contrari a questi interessi che hanno portato allo scioglimento del consiglio 
comunale ma, quando ne hanno avuto la possibilità (in forza dei ruoli istituzionali
 ricoperti), non hanno alzato un dito (o peggio, sono rivelati funzionali a talune
 operazioni) per proteggere la città. Anche perché pavidi!
Marco Causaran0

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