Rifiuti pericolosi dell’Acif: la Regione avvia la procedura per la revoca delle autorizzazioni. Vince la città!

La Regione Siciliana ha ufficializzato l’avvio della procedura di revoca e annullamento dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata a suo tempo in favore della azienda Acif, per un impianto di trattamento rifiuti pericolosi in contrada Cuturi in territorio di Scilci.

L’assessorato all’Energia, Dipartimento Acqua e rifiuti, ha preso atto dell’ordinanza con cui il Comune di Scicli  aveva disposto  l’immediata sospensione di lavori, e subito dopo la demolizione delle opere abusive nella struttura che dista due cholimetri in linea d’aria da Scicli.Il Comune aveva negato la possibilità di sanare gli abusi edilizi, e in questo senso il Tar di Catania ha avallato l’operato degli amministratori di Scicli. Anche per  tali ragioni, l’assessorato regionale all’energia ha avviato l’iter per la revoca delle autorizzazioni alla ditta.

Il risultato odierno è il frutto di un lavoro lungo, faticoso, complesso, portato avanti anche e soprattutto dalla protesta dei cittadini che a suo tempo si organizzarono in Comitato Cittadino per la salvaguardia della salute e dell’ambiente. Una lotta che a distanza di anni sta producendo i risultati sperati per l’intera comunità cittadina.

“È un grande risultato per la comunità di Scicli per cui lavoriamo da anni e che ha portato alla nascita del nostro circolo” – dichiara Alessia Gambuzza, presidente del Circolo Legambiente Kiafura di Scicli – “Le irregolarità riscontrate relative all’ampliamento della piattaforma ACIF per il trattamento di rifiuti speciali pericolosi, in realtà emerse sin dalle nostre prime disamine della documentazione , sono state puntualmente riscontrate dal Genio Civile di Ragusa e dal Comune di Scicli, determinando l’ avvio del procedimento di revoca o annullamento comunicato dall’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità. Continueremo a seguire questa vicenda fino a che questo progetto insensato per Scicli non sarà definitivamente archiviato“.

 

 

 

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