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L’anno che verrà

L’anno che verrà

Li abbiamo fatti da tanti anni a questa parte, per oltre trenta anni dal 1977: gli auguri alla città tutta, per il nuovo anno in arrivo. Ma quest’anno, al di là di ogni retorica, questi auguri sono anche più carichi di sincere attese, giacchè l’anno appena alle spalle, ha largamente affondato la fiducia dei cittadini, sia nei confronti della politica dei partiti ( ricordiamoci delle recenti regionali, con la vittoria di Grillo alla grande), ma anche perché non si intravede una ripresa rapida della crisi economica, diventata crisi sociale, ad ogni latitudine nel Paese, come nella nostra piccola realtà , provinciale e locale. Con aziende che chiudono, o riducono drasticamente il personale lavorativo; parliamo soprattutto di aziende agricole, non più o solo piccole e medie, ma anche di quelle più grandi e solide, che per decenni sono state all’avanguardia nel settore orto-frutticolo ( vedi l’azienda Gambuzza di recente, stante le notizie stampa), con decine e decine  di unità lavorative al loro interno, e oggi in grave difficoltà, come mai era accaduto. E basta portare lo sguardo ad altre grosse aziende, nel settore, ad Ispica, S. Croce o Vittoria, per avere la misura della portata di una crisi, indubbiamente epocale. L’augurio, dunque, per il nuovo anno, è perché ci sia “ ripresa” nel campo dell’agricoltura, innanzi tutto; se andrà bene questo settore, ne beneficieranno, a catena, tutti gli altri: l’edilizia, il commercio, il terziario; se poi il turismo– di cui ci siamo interessati nelle scorse settimane- prenderà sviluppo e nelle giuste direzioni e dimensioni, ebbene le prospettive, soprattutto per le giovani generazioni, possono in qualche modo migliorare. Ma gli auguri alla città di Scicli, vanno anche in altre direzioni. Si fa retorica- ad esempio- se ci aspettiamo che, l’Amm. Comunale cominci a mettere ordine nei conti delle casse comunali, come ha chiesto la Corte dei Conti? Al fine di evitare, l’onta del default e tutto quello che ne segue? Magari mettendo in atto ed urgenza, tutte le strategie che le leggi consentono, per recuperare quei residui attivi, inscritti in bilancio, e, in particolare, i crediti di 13 milioni di euro che avanziamo dai comuni vicinori (Modica, Ispica e Pozzallo), per conferimento rifiuti a San Biagio? Si fa retorica se ci aspettiamo che, il problema dei Rifiuti- Raccolta differenziata, sia reso più efficiente e meno caro per i cittadini? Allo stato attuale, queste due condizioni, mancano. Perché non riflettere, a questo riguardo, per una gestione diretta della raccolta rifiuti, con personale e mezzi del Comune, e con costi certamente minori, come qualcuno ha quantificato, di quelli attuali? Che cosa impedisce, una simile decisione politica, prima che si muova la Regione, in tal senso, come si apprende da notizie stampa?

Possiamo essere fiduciosi che ancora l’Amm. Comunale vorrà mettere mano al Regolamento per l’occupazione di suoli e spazi pubblici, da parte di bar e ristoranti, perché l’estate prossima, trovi la città ordinata e accogliente? O anche che Palazzo Spadaro diventi al più presto sede della Pinacoteca comunale, avendo già il Comune, una buona raccolta di opere contemporanee? O che villa Penna sia data in gestione, che siano sollecitati i lavori per il Museo d’arte sacra al Carmine, che si trovi un “ accordo” con la Regione, perché il complesso della Croce, non vada nuovamente in rovina, perché si completino i lavori di consolidamento nel Parco di Chiafura e cosi via. Sono interventi che indichiamo ormai da anni, ma chi, se non l’Amm.- assieme alla Sopraintendenza e alla Protezione Civile-, può mettere mano su questi Beni che la città possiede? Certo che poi, in una fase gestionale, devono essere chiamati anche i privati, per renderli fruibili. L’anno in arrivo, se ci sarà volontà e capacità di concretizzare, può davvero essere l’anno di prova, per una svolta vera; consolidando la vivacità culturale che la città- con associazioni e gruppi di animatori volontari- dimostra di sapere offrire. Da diversi anni- per dire- accade che nel mese di dicembre e specie nel periodo natalizio, a Scicli si concentri l’evento di più mostre d’arte insieme, con esposizioni in Gallerie e presso Associazioni culturali. Quest’anno- ad esempio- sono già 6 le inaugurazioni avvenute in questo mese, a cominciare dalla Galleria l’Androne ( l’8 dicembre), a seguire quelle di via Mormina Penna, con esposizioni a Palazzo Spadaro, alla Galleria Quam, alla Koinè, presso la sede del Brancati, e il più recente luogo espositivo, dell’Associazione Pass/o, come di altri privati nella stessa via. Domandiamoci allora, se quello che accade intorno anoi, è solo una tendenza , o se si può anche pensare che proprio Scicli- nel panorama provinciale ed oltre- può diventare negli anni a venire e sempre più, punto di riferimento per eventi d’arte.  In queste settimane, le varie mostre inaugurate- che prima si citavano-, hanno portato in città centinaia di visitatori della provincia e fuori; una sorta di movida culturale, non fine a se stessa ( ma già questo, è un traguardo), ma che investe positivamente il lavoro di bar, ristoranti e B & B, in un periodo dell’anno poco fruttuoso per gli operatori del settore. E specie di questi tempi. Ma dunque, se questa è la vocazione della città, bisognerà  innanzi tutto che si muova il livello politico, che si prendano delle decisioni, che si facciano delle scelte.

Ma gli auguri per il nuovo anno, vanno- naturalmente- ai singoli sciclitani, nostri affezionati lettori e non, perché abbiano cura della loro città, rispettandola, in quanto comunità aperta aperta al forestiero, a chi vi arriva debole, da immigrato.

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