Fornace del Pisciotto: ancora un crollo. E la politica se la discute…

Ancora un crollo alla Fornace del Pisciotto, a Sampieri. Tre arcate del lato nord-est della struttura sono diventate macerie. Molto probabilmente a causa dei forti venti e delle piogge dei giorni scorsi. La stessa inutile cinta di sicurezza è stata investita da pietre e materiali delle mura della Fornace. Insomma andiamo perdendo inesorabilmente la “cattedrale laica” che si erge, carica di storia e di disgrazie, di fronte al mare del golfo di Sampieri. Intanto alla Regione la pratica – stando ai comunicati dell’On. Orazio Ragusa- procede nell’iter burocratico, come dire (annotiamo noi) nella lentezza dei tempi e nei doppi giochi con i proprietari eredi, che recentemente avevano presentato osservazioni ad una Dichiarazione di pubblica utilità del Pisciotto, respinte fortunatamente dal Dipartimento dei Beni Culturali.

 “Dobbiamo aspettare che accada ancora ? – chiede la parlamentare regionale Stefania Campo – Chi ha a cuore la memoria e il valore della Fornace? Solo i cittadini o anche i diretti interessati alla sua tutela? Sembra che la vicenda del Pisciotto sia infinita come una fiction dal sapore amaro, lunga decine e decine di anni. Mentre fra la Regione e la famiglia degli eredi Penna si susseguono decreti e opposizioni, carte bollate, tentativi di esproprio e indennizzo previsto per un importo complessivo di 550.000 euro, la Fornace continua a crollare sotto i nostri occhi e quelli dei turisti”, scrive l’On. Campo.

Una storia di burocrazia e di inganni sta distruggendo un bene del territorio e dell’area del Sud Est siciliano.

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