ADESSO IL DIBATTITO SU SCICLI TRAVALICA LA SFERA LOCALE- di Marco Causarano

Inutile negare che, anche nella settimana appena conclusa, gli echi della relazione della Commissione Antimafia si sono sentiti forte ed hanno ampliato l’ambito del dibattito pubblico. Dopo che lunedì scorso la stessa commissione ha formalizzato l’autorizzazione a querelare Paolo Borrometi, infatti, il dibattito politico ha conosciuto nuovi protagonisti e, soprattutto, ha superato il livello locale (quantomeno arrivando a quello regionale). Intanto ci pare doveroso sottolineare che otto ex sindaci (ma due, Palazzolo e Susino non hanno firmato solamente per questioni di opportunità, essendo stati auditi dalla stessa Commissione Antimafia) da destra a sinistra e per la prima volta in questi decenni di politica, hanno sentito il bisogno di intervenire con un’unica voce e di esprimere il proprio sostegno a Fava ed alla Commissione Antimafia  interpretando, evidentemente, quello che è un sentimento diffuso in città.

“A posteriori e con ritardo – mi precisa dopo Salvatore Calabrese – bisogna prendere atto che uno dei pochi , se non l’unico dei deputati, ad aver preso posizione contro lo scioglimento del consiglio comunale di Scicli, sia stato l’on.le Dipasquale”. Me ne ricordo benissimo, confermo all’ex Sindaco socialista e devo dire che, il silenzio di quanti all’epoca erano stati invitati ad assumere una posizione politica chiara, oggi si va facendo certamente più imbarazzante alla luce delle rivelazioni che abbiamo appreso. Ma in queste settimane, dicevamo, abbiamo visto che la stampa regionale in maniera diffusa ha voluto prendere posizione sulla questione, specialmente su un certo modo di fare giornalismo, quasi che si attendesse il viatico di un’Istituzione per liberare riflessioni che, evidentemente, si arrovellavano da un po’.

Così Enrico del Mercato, dalle colonne di Repubblica, ci ha ricordato la “Profezia sciasciana” sui professionisti dell’antimafia ovvero l’uso di una legge dello Stato, quello sullo scioglimento dei Consigli Comunali, “ per farsi gli affaracci propri”. E che dire delle interviste di Enzo Scarso (su Ragusa oggi.it) e di Marco Scavino su Videomediterraneo?

Il primo ha intervistato Fava “guardi che quella fra me è Borrometi non è una polemica giornalistica, ma una vicenda giudiziaria” ed Attitlio Bolzoni che ha fatto una lezione di giornalismo (ma qualche volta gli dovremo raccontare che, sebbene in buona fede, all’epoca il suo pezzo su Repubblica fu strumentalizzato dalle serpi locali per dare addosso a Franco Susino). Lo stesso Bolzoni ci ha spiegato che altro è provocare i delinquenti con i propri post su facebook, altro è svolgere le inchieste che non riportano le veline della polizia giudiziaria ma si fondano sul confronto con il territorio.

Il secondo ha intervistato per primo il presidente della Commissione Antimafia e poi Vittorio Sgarbi che, come da suo costume, è andato giù pesante e dritto nei confronti di quello che è stato uno dei nodi centrali della vicenda dello scioglimento: l’apparato di burocrati e prefetture incapaci di cogliere quello che realmente accadeva sul territorio perché annebbiati da due obiettivi coincidenti, la visibilità e la carriera! Ma poi anche Francesco Viviano, una delle penne più importanti del giornalismo nazionale, che c’è andato duro (anche lui) nei confronti di Borrometi rilevando come “lui il “paladino” dell’antimafia, non viene più difeso (almeno fino ad ora) dai suoi sponsor Luigi Dimaio e Beppe Lumia”.

Ed ancora abbiamo ascoltato l’avv. Poidomani, incaricato dalla giunta comunale di Scicli di valutare le azioni giudiziarie a tutela dell’immagine della città, consigliere comunale a Modica ed iscritto al Pd, ricordare come le due sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato, abbiano rigettato i ricorsi perché, dinanzi ai tribunali penali, pendeva ancora l’azione penale nei confronti di Franco Susino.

Ma poi vanno citati il quotidiano La Sicilia, anche sulle pagine regionali per voce del proprio direttore Michele Nania, l’ex Sindaco di Modica Piero Torchi, proprio sull’ultimo numero del Gds con un pezzo che rilancia la vicenda di Scicli su un quadro regionale, ma anche Video Regione oppure Salvatore Petrotto (ex Sindaco di Racalmuto) nel suo libro sul “Sistema Montante”, ecc. ecc.. Non citiamo, ovviamente, le centinaia di commenti (tutti in un’unica direzione) che in queste due settimane abbiamo letto sui social network. Tutti, peraltro, chiedono che si continui a fare chiarezza su quanto è avvenuto e rispetto ai protagonisti di quelle cronache che, come ha sottolineato Bolzoni nell’intervista di cui dicevamo prima, ha proiettato Scicli in un’affaire regionale: quello dei rifiuti. Ecco, per quanto ci riguarda, non possiamo che essere soddisfatti di questo dibattito e, statene pure certi, continueremo a raccontarvene.

Marco Causarano

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