“Tracce nella memoria”: Per una sera Santiapichi rivive a Scicli. Presentato il suo nuovo libro.
E’ stata una serata particolare, con una persona unica al centro dell’attenzione. E d’altra parte non poteva essere altrimenti, tenuto conto che si trattava del giudice Severino Santiapichi, e del suo nuovo libro (esce postumo per iniziativa del GdS) “Tracce nella memoria – Atto Secondo”. Una conversazione – alla Sala parrocchiale del Carmine – che ha dato modo ai relatori, ma anche al folto pubblico presente, di scoprire lati essenziali della personalità e del ruolo che Santiapichi ha avuto nella storia italiana contemporanea. Facendo proprio riferimento ai contenuti del libro è emersa- negli interventi di relatori e pubblico- una saggezza dell’uomo e del magistrato che a distanza resiste come esemplare impegno civile. A partire dal suo essere uomo di legge e poi storico di un tempo che lo vide crescere e formarsi nella città natale. Il prof. Giuseppe Pitrolo ha posto l’attenzione sul Santiapichi presidente di una Corte di Giustizia in anni difficili della Nazione. Quando lo Stato fu messo in grande allarme da terroristi italiani che avevano scelto le armi e gli attentati assassini al posto del confronto democratico e di civiltà. Ma anche sul Santiapichi scrittore, parole di assoluta chiarezza: un interprete della civiltà locale che nei riti e nelle usanze scriveva una sua storia di vita ovvia, eppure dinamica in quelle che erano i rapporti sociali, prima di tutto nel quartiere della Strada Nuova e poi nell’intera cittadina. Gli anni della formazione e poi l’arrivo a Roma dopo le esperienze a Lentini, vicino a quella Augusta che si avviava ad essere polo industriale e porto importante nella Sicilia che sognava tempi nuovi. Il prof. Pino Nifosì ha ricordato i tanti momenti di quelle che diventarono visite-conversazioni sulle novità editoriali nella casa di Donnalucata. Ma anche i tempi degli articoli sul Giornale di Scicli che Santiapichi faceva arrivare (nei primi tempi) da Roma. Particolare attenzione agli scritti relativi all’umanità d’antan, cui il paesano Severino era fortemente legato. Una scrittura che era anche una ricerca di lingua e di parole, ma soprattutto di persone in carne ed ossa; quegli amici e quei cognomi o soprannomi che lo tenevano legato a stagioni storiche di una Sicilia ferma ai suoi costumi, eppure mito nella lontananza temporale. Il prof. Giuseppe Mariotta – in veste di assessore comunale alla cultura, ma anche come attento lettore del libro – si è soffermato su aspetti particolari che ha riscontrato nelle pagine. Come quella attenzione ai fatti e alle notizie sull’archeologia locale e siciliana, con cui l’autore prendeva parte ai dibattiti attorno a scoperte e ritrovamenti di luoghi preistorici. Positivi naturalmente i giudizi sull’intera opera letteraria, un lascito prezioso per la comunità locale. Un ringraziamento a chi ha lavorato attorno e per la pubblicazione del libro, che aiuta a fissare la storia recente di un paese che vuole continuare a conoscersi meglio.
Tra gli interventi del pubblico segnaliamo quello del nipote dott. Enzo Catera, che restituisce aspetti del carattere e dei legami familiari con un Giudice che è anche e sopprattutto Zio. Ricordi particolari anche da Gianni Mirabella. Da parte sua gli aneddoti e i momenti lieti di vacanza e di convivenza estiva; come pure il tempo della vita che andava a chiudersi. Gianni, il nipote che più di tutti fu a stretto contatto con l’uomo più importante della famiglia.
Tra il pubblico anche un amico di vecchia data del Giudice Severino: l’ex assessore regionale (2008-09) Pippo Gianni. Ha voluto essere presente, lui domiciliato a Lentini. Nel suo ricordo ha voluto esprimere la riconoscenza e l’aiuto amministrativo del Giudice Santiapichi nei tempi della responsabilità assessoriale. La particolarità dell’uomo di legge ma anche la serenità e la disponibilità a risolvere problemi, da uomo corretto e di grande intelligenza, qual era.
La chiusura della serata con i ringraziamenti a chi ha voluto sostenere la pubblicazione delle “Tracce”, anche con il semplice acquisto del libro. Ma soprattutto alle due aziende che hanno contribuito alle spese di stampa (Coop” “Donnalucata” e Ferraro Immobiliare).
Il libro, comunque, è già presente in tutte le librerie ed edicole della città e delle borgate. Può essere richiesto da chi vive fuori Scicli. Telefonando al GdS (351 6776723).
