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PARCO DEGLI IBLEI: INUTILE IL CONFRONTO CONVOCATO DALLA PRESIDENTE SCHEMBARI, LA PAROLA DECISIVA L’HA GIA’ SCRITTA IL T.A.R. DI CATANIA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
“L’iniziativa assunta dalla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, di convocare un ulteriore momento di confronto sulla vicenda del Parco Nazionale degli Iblei merita, da parte di chi da anni segue questo dossier sul fronte tecnico e giudiziario, una valutazione chiara e senza equivoci.
Legambiente non si è sottratta a questo confronto. Non lo ha fatto perché è dovere di chi si occupa di tutela del territorio farsi trovare presente ogni volta che una sede pubblica si apre al dibattito, anche quando quel dibattito appaia, come nella specie, un ulteriore esercizio dilatorio di una macchina consultiva che ha già consumato diciotto anni senza produrre un solo atto sostanziale. È nostro dovere dire con chiarezza che quel tavolo é stato convocato su un terreno diverso da quello che i suoi promotori vorrebbero far credere. Perché nel frattempo è accaduto qualcosa che nessuna riunione, nessun ordine del giorno, nessuna “verifica complessiva delle posizioni” può più cancellare: la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – Sezione staccata di Catania, che ha posto un punto fermo a una vicenda di inerzia protrattasi per diciotto anni. Quella pronuncia – che rappresenta l’esito ineludibile di un procedimento istruttorio giunto a completamento, di un’intesa Stato-Regione già sostanzialmente perfezionata, di uno schema di D.P.R. redatto e formalmente trasmesso – costituisce la inevitabile ultima parola su un caso che la politica siciliana ha dimostrato di non saper governare. Il giudice amministrativo ha stabilito quello che nessun tavolo, per quante volte lo si convochi, potrà più rimettere in discussione: che l’inerzia protrattasi per un tempo eccedente ogni ragionevolezza è illegittima, che il procedimento va concluso, che il Parco degli Iblei deve essere istituito. Da questo momento in avanti, ogni ulteriore convocazione, ogni ulteriore “confronto”, ogni ulteriore appello all’ascolto delle categorie o degli enti locali, si colloca in una cornice giuridica radicalmente mutata. Non è più il tempo delle opzioni. È il tempo dell’esecuzione. Legambiente, al confronto convocato dalla Presidente Schembari si è presentata per portare quello che è suo dovere portare: la legalità. La legalità di una legge dello Stato che risale al 2007 e che attende attuazione da diciotto anni. La legalità di un procedimento amministrativo che le stesse Amministrazioni resistenti, nei loro atti difensivi, hanno riconosciuto sostanzialmente concluso. La legalità, infine, di una sentenza del giudice amministrativo che ha ricondotto la vicenda entro il perimetro del diritto.
Legambiente ha ribadito che il Parco è una proposta dal basso che interviene per tutelare e valorizzare un’area di grande valore naturalistico e paesaggistico, un grande scrigno di biodiversità, con la presenza di 16 Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone Speciali di Conservazione (ZSC), che non aggiunge vincoli oltre alla visione di salvaguardia del piano paesaggistico provinciale, tranne il divieto di utilizzo dei fitofarmaci con le deroghe previste dal piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Il Parco è uno strumento per un cambiamento paradigmatico verso una nuova visone del territorio e per contrastare l’abbandono delle aree interne e le uniche attività precluse saranno quelle degli escavatori, delle ricerche petrolifere e di caccia. In diciotto anni si sono succeduti, sul dossier Parco degli Iblei, Governi e Giunte di ogni segno politico, Assessorati, Direzioni generali, Dipartimenti. Ciascuno ha riaperto, verificato, aggiornato, riesaminato le posizioni dei portatori di interesse. Il risultato è che, dopo quasi due decenni, si è esattamente al punto di partenza: una legge dello Stato non attuata, un territorio senza tutela codificata, un ecosistema esposto anche alle pressioni delle attività estrattive – dai permessi di ricerca di idrocarburi mai definitivamente archiviati all’appetito di economie disinformate, ad interessi speculativi. A fronte una politica siciliana scarsa, inefficace, compromessa e sostanzialmente inaffidabile: incapace di scegliere, incapace di eseguire, incapace persino di onorare gli impegni pubblicamente assunti dai propri rappresentanti, che ha finito per neutralizzare, con il paziente esercizio della non-decisione, un comando del Parlamento della Repubblica. Anche questa ultima iniziativa di Maria Rita Schembari nella nuova cornice istituzionale, si limita a riproporre lo schema già consumato dell’ulteriore tavolo e sintesi da costruire, aggiungendo però una eventualità a nostro parere molto inquietante: la richiesta alla politica nazionale di abolire la legge istitutiva del Parco. Questo a nostro parere sarebbe gravissimo: rappresenterebbe un salto indietro di 20 anni, rischierebbe di far saltare una straordinaria ed irripetibile occasione di tutela e di sviluppo per il nostro territorio, e darebbe un’immagine devastante della Sicilia, come terra incapace di prendersi adeguata cura dei propri gioielli naturali, e con una politica che ha costruito per due decenni per poi distruggere tutto come se nulla fosse, in uno spreco di energie, di denaro pubblico e di promesse non mantenute, come nel peggiore copione cinematografico sull’arretratezza del Sud. Copione che, però, la sentenza del T.A.R. di Catania ha dichiarato definitivamente esaurito. Legambiente terrà alta la legalità, che ha trovato nella sentenza del T.A.R. di Catania la sua inevitabile ultima parola, e che nessun’altra sede – politica, associativa o consultiva – potrà più contraddire.
Il Parco Nazionale degli iblei si farà. E a ringraziare, per i benefici che ne verranno, saranno tutti. Anche quelli che ora hanno fatto di tutto per fermarlo”.

Angelo Rinollo, presidente circolo “Il Carrubo” – Ragusa; Alessia Gambuzza, presidente circolo “Kiafura” – Scicli; Anna Alì, presidente circolo “Sikelion” – Ispica; Giorgio Cavallo, presidente circolo “Melograno” – Modica.