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Carenza manodopera nelle campagne. “I percettori del reddito di cittadinanza vengano a lavorare nelle nostre aziende”

“Far lavorare nelle aziende agricole, attualmente a corto di manodopera, chi percepisce il reddito di cittadinanza”: a chiederlo il presidente di Confagricoltura Ragusa, dott. Antonino PirrΓ¨. Che aggiunge: “Come previsto dall’articolo 94 del Decreto Rilancio, i percettori di Reddito di Cittadinanza possono stipulare deicontratti a termine non superiori a 30 giorni nel settore agricolo, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire perdite o riduzioni dei benefici previsti, nel limite di 2mila euro per l’anno 2020. In tali casi, il lavoratore percettore del Reddito di Cittadinanza non Γ¨ tenuto alla trasmissione del modello “RdC/PdC – Com Esteso” per la comunicazione dei redditi percepiti”.

β€œΓˆ il momento – dichiara il presidente di Confagricoltura Ragusa – per i questi disoccupati di dimostrare di voler lavorare e di voler dare un contributo alla nostra economia in una fase storica cosΓ¬ complessa: il modo migliore per dare un senso a quello che dovrebbe essere un incentivo al lavoro e non un sussidio tout court“. PirrΓ¨ chiede anche la reintroduzione dei voucher. “L’agricoltura – spiega – Γ¨ nella fase in cui si sta programmando la raccolta estiva e in cui ci sono anche le campagne di manutenzione dei vigneti. Un momento, dunque, in cui c’Γ¨ grande richiesta di manodopera rispetto alla media stagionale. Inoltre, dopo la fine del lockdown, c’Γ¨ il rischio che tanti lavoratori extracomunitari tornino al loro Paese e che si fermino lΓ¬ piΓΉ a lungo “.

Infatti si sta registrando un picco di richiesta che supera le 200.000 unitΓ , cui vanno aggiunti i lavoratori che, direttamente o indirettamente, sono entrati in contatto con il coronavirus e non possono recarsi a lavorare. Di conseguenza oggi abbiamo una richiesta media di circa 250.000 unitΓ  lavoro. C’è difficoltΓ  a far venire in Italia i collaboratori storici.

“Con i voucher”, afferma il presidente di Confagricoltura Ragusa, “noi diamo la possibilitΓ  ai cittadini italiani, che magari sono senza lavoro, di farlo nelle aziende agricole. L’impalcatura normativa non Γ¨ semplice ed Γ¨ per questo che abbiamo chiesto come Confagricoltura, solo temporaneamente, solo per l’emergenza coronavirus, la reintroduzione dei voucher, perchΓ© permettono alle imprese di sostituire il lavoratore. Il voucher – chiarisce PirrΓ¨ – renderebbe piΓΉ semplice la vita alle imprese. Inoltre, tutti i giovani che in questo momento non possono studiare e hanno del tempo libero potrebbero venire a lavorare in campagna. Uno strumento di semplificazione molto apprezzato da tutti noi. Ci vuole un po’ di coraggio, viviamo in una situazione eccezionale e occorrono strumenti altrettanto eccezionali. L’agricoltura puΓ² dare lavoro a chi, in un momento cosΓ¬ complesso per la nostra economia, Γ¨ alla ricerca di un reddito per sostenersi e ha voglia di mettersi in gioco”.

Bartolo Lorefice

 

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