Bella e utile serata con Sasha Vinci. Il multinaturalismo nelle sue opere e nei ragionamenti con il pubblico presente.
Un incontro utilissimo per conoscere l’arte di Sasha Vinci, ieri al Brancati; con un pubblico attento e partecipe della narrazione e delle spiegazioni attorno ad una vasta elencazione (anche visiva) di opere e di installazioni dell’artista. Così il concetto e il rapporto tra Politica e Multinaturalismo – questo il titolo della conversazione attivata da Federica Schembri- sono risultati più chiari e convincenti nelle dinamiche operative del lavoro creativo. L’attenzione alla Natura spesso e volentieri punto di partenza e di arrivo di un progetto attorno a cui l’autore elabora e stabilisce i vari percorsi di realizzazione. Come nel caso dell’Installazione alla recente Biennale di Venezia (dove ritornerà per ulteriori incontri e definizione dell’opera) o come in quello che ha preso il via nel quartiere di Piedigrotta a Scicli. Un piano, non di riqualificazione del luogo, bensì di nuova vita sociale, partendo da una eliminazione (un caseggiato abusivo) per far nascere invece un’opera di condivisione e di costanti rapporti artistici, ma anche operativi e creativi nello stesso percorso di realizzazione. La visione dell’opera che sarà, grazie alla visione diretta (attraverso un video televisivo) del rendering, ha dato modo di conoscere le tappe del progetto e i fini che si intendono raggiungere. Chiaro, in questo senso, l’intervento di Ezio Occhipinti, che ha spiegato l’origine dell’ide e le finalità per cui si è iniziato a realizzarle.
Natura e vita quotidiana fortemente legati in una prospettiva innovativa rispetto alle banalità, all’abbandono e ai tanti danni procurati dall’invadenza degli abusi. In un territorio maltrattato per anni, che forse grazie all’azione artistica ci può riscattare in senso civile.
F.C.
