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RIPARTENZA LENTA. ANCORA STENTA L’INDIRIZZO- di Marco Causarano

RIPARTENZA LENTA. ANCORA STENTA L’INDIRIZZO- di Marco Causarano

Inutile girarci intorno, nei tre mesi di lockdown, quando tutti siamo rimasti a casa, l’idea che un uomo solo bastasse ad amministrare una comunità è sembrata possibile, a tratti intrigante, ed anche noi ci abbiamo ironizzato sopra (il “Sopravvissuto designato” abbiamo scritto). Adesso che la fase repressiva è trascorsa ed è cominciata quella della programmazione e dell’azione per attivare tutti i canali per una ripartenza veloce, invece, tutti i limiti di quel modello si manifestano senza sconti. All’opposto servono tante idee e tanti che si sbracciano per realizzarle. Il Coronavisurs, come nel resto del paese, ha lasciato molte ferite ed alcune sono risultate insanabili, mi riferisco ai locali che non hanno riaperto. Si è persa la stagione primaverile (solitamente un ottimo traino per il turismo)e si aspetta quella estiva per limitare i danni. Non per guadagnare. Il commercio è in ginocchio perché si riparte con una fase caratterizzata da entrate lente e costi ordinari. Turisti ce ne sono ancora pochi. Gli artigiani provano a sopportare da sé il carico di questa fase ma i costi fissi (l’affitto, le materie prime)non sono rinviabili.

Sia chiaro, quelli che ci attanagliano non sono problemi che un’Amministrazione locale risolve da sola. Ci sono problemi di liquidità alle aziende e sostentamento delle famiglie che neanche le misure varate dal Governo nazionale, da ultimo con il decreto rilancio, stanno riuscendo a fronteggiare come si sperava.

E, però, il governo locale da un canto ha creato aspettative che sono già disilluse (si è parlato addirittura di fase tre), dall’altro è in evidente ritardo su misure che, a prescindere dalla legislazione nazionale o regionale, avrebbero già potuto attivarsi. Una per tutte è la promozione turistica, mediante canali internet, pagine social network e siti specializzati. Poche idee ma buone. Spiagge grandi, mare pulito, bassissimo tasso d’incidenza della pandemia su tutta la regione. Dovevano esserci 20 mila euro per la promozione ma ancora non c’è neanche il bilancio ed intanto i giorni passano, proprio mentre i turisti prenotano e ci sarebbe bisogno di promozione!

Stessa cosa è avvenuta con gli incontri della settimana scorsa con i commercianti che, dopo le promesse delle settimane passate (interventi sulle tasse locali, dehor, contributi, ecc) capiscono che i margini di azione dell’amministrazione locale  – in verità – sono molto ristretti e poco coraggiosi, sicchè non ci stanno più ad essere affabulati con le chiacchiere. Vogliono fatti. Ecco perché, durante gli incontri al mercato dello scorso week end, il clima si è presto surriscaldato e la pazienza, già fortemente intaccate dalle settimane di lockdown, è presto svanita. L’assessore al bilancio ha dichiarato che un fondo di 200 mila euro per aiuti alle imprese è già previsto tra i fondi del bilancio. Peccato, come abbiamo già detto, che proprio il bilancio ancora non c’è. Neanche in giunta! Altro che dai revisori dei conti o al Consiglio Comunale. Dunque perché parlare di somme e creare aspettative se, si sa, la fase in cui le aziende hanno più bisogno di liquidità è questa?

A nostro parere, per questa stagione estiva,se la politica locale può dare un aiuto, bisogna che ciò avvenga programmando e spendendo quello che si può nel giro di poche settimane. A novembre faremo i conti e verificheremo come è possibile riprogrammare. L’adozione del bilancio di previsione in tempi brevi, in questo senso, darebbe una forte mano di aiuto.

Specialmente, però, bisogna evitare di lanciare proclami e poi tirarsi indietro dando la colpa ad altri (“I sindaci non possono essere lasciati soli” ha scritto il nostro primo cittadino sul profilo facebook istituzionale qualche giorno fa). Ancora una volta, diciamo, meno parole e più fatti. Meno foto sui social a pulire di qua o di là e più atti amministrativi. Più delibere di giunta e di consiglio. Che la situazione è grave e la realtà dei fatti è molto diversa da quella social.

Marco Causarano

 

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