CHIAFURA: SCELTA GIA’ PRESA?

CHIAFURA: SCELTA GIA’ PRESA?

Certo non immaginavamo che dopo il reportage/inchiesta, pubblicato nel primo numero del Gds del 2019, sullo stato di abbandono nel quale versava il sito di Chiafura dopo un anno e mezzo dall’annunciata apertura al pubblico da parte della giunta Giannone, a stretto giro di orologio la politica si attivasse con questa intensità.

Nell’ordine, infatti, abbiamo contato un’interrogazione consiliare del Pd, un convegno promosso dall’On.le Orazio Ragusa (presenti il compianto Assessore Tusa ed il Sovrintendente di Ragusa Calogero Rizzuto), un primo Convegno promosso dall’Amministrazione Comunale di Scicli ottimo nei contenuti ed infelice nella denominazione (“Operazione verità”!), il pregevole Workshop promosso ancora dal Comune di Scicli nel primo week end di maggio, cui farà seguito un incontro dell’Associazione “Tre Colli” sabato 25 maggio con gruppi e associazioni cittadine ed il nuovo incontro pubblico – indetto di nuovo dal Sindaco di Scicli – lunedì prossimo. Innegabile che, tutta questa attenzione sul recupero del sito rupestre di Chiafura, sia positiva.

Ecco perché, dopo l’inchiesta innanzi detta, mi fa piacere tornare sul tema partecipando al dibattito lanciato sul  Giornale di Scicli che è andato in edicola domenica scorsa, senza avere la pretesa di analisi artistico/culturali (sulle quali si è soffermato Paolo Nifosì) oppure di carattere storico/antropologico (sulle quali ha posto l’attenzione Ignazio La China). In attesa degli interventi degli archeologi (sul prossimo Gds), la mia riflessione non può che essere di carattere politico/giornalistica. Questo il contributo che posso dare al dibattito. Non v’è dubbio, come dicevo, che questa accelerazione impressa al riutilizzo di Chiafura sia positiva. E’ stato tema da campagna elettorale sul quale, molto spesso, lo stesso sindaco ed i gruppi politici organizzati che lo sostengono hanno assunto impegni con gli elettori.

Peraltro, come già accaduto in altre vicende (cito per tutte la questione del finanziamento perduto sulla Collina della Croce, ma la stessa impasse si sta registrando sulla Fornace di sampieri) questa Amministrazione Comunale civica conferma la scelta di non perseguire percorsi politici per affrontare questioni per le quali non bastano le risorse comunali, ma preferisce perseguire vie differenti. Tutto ciò, ovviamente, nella piena legittimità delle facoltà e di autonomia di cui gode un’amministrazione pubblica. Probabilmente l’unica eccezione a questo modus operandi è stato il finanziamento del Carmine ma, a questo punto, è lecito considerarlo la classica eccezione che conferma la regola?

Ecco, allora, (questa l’opinione che si è diffusa in città) che il partenariato pubblico/privato in realtà sia la strada maestra per recuperare il quartiere di Chiafura ma, magari, anche quello per arrivare sino al recupero di San Matteo. D’altro canto, lo si è detto anche durante i lavori del Workshop, ci sarebbero Gruppi Bancari già interessati al recupero dell’area.

In questo senso, in seno all’amministrazione Comunale, la scelta si sta sviluppando sull’asse politico forte del duo Pitrolo/Vindigni. La prima, sulla base di una professionalità in ambito urbanistico/architettonico che trova costante linfa politica fra i tanti tecnici che gravitano attorno al proprio movimento partitico di appartenenza (Start Scicli), mentre l’Assessore Vindigni è forte del proprio bechground imprenditoriale che – naturalmente – nell’azione politica si traduce nella naturale  attenzione per lo sviluppo economico del paese. Ecco che, allora, ma la nostra è un’impressione data dall’ascoltare in questi giorni i cittadini che discutono sul tema, che la scelta di un albergo diffuso nelle grotte di Chiafura fosse già la via maestra durante i lavori del workshop. Quella è l’idea forte. Appaiono piuttosto un contorno riempitivo, magari affinchè non si dica che non se n’è discusso, le altre soluzioni possibili.

Soluzioni pubbliche, che passino per finanziamenti regionali o nazionali, magari dovendo attraversare le forche caudine dell’Amministrazione Regionale o (peggio ancora) del Governo Nazionale, vengono considerate ipotesi residuali. Troppo lunghe e troppo piene d’imprevisti (elezioni, interlocutori ed equilibri che cambiano ecc.) .Ci chiediamo, certo, se sia corretto rinunciare da subito a queste possibilità senza averne perseguito prima la praticabilità, specie perché, come si è detto negli scritti sul Gds che ho innanzi citati, in ballo non c’è solo la rivalorizzazione di Chiafura ma c’è il recupero di un pezzo di storia, di tradizione e del modo di vivere dei nostri antenati. Quanto un privato possa perseguire questo obiettivo è un punto interrogativo troppo grande in questa fase. Dipende troppo dalla sensibilità e dalle radici culturali di chi investe. E se il dibattito sulle colonne del Gds è appena cominciato, senz’altro un merito bisogna già assegnare a questa Amministrazione Comunale, ovvero che il tema del recupero delle grotte di Chiafura non era stato per così tanto al centro dell’agenda politica in città dai primi anni del 2000, data nella quale si conclusero gli ultimi lavori di recupero.

Marco Causarano

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