A Scicli nessuna mafia. La Corte d’appello sentenzia sull’Operazione Eco, che portò anche allo scioglimento del Consiglio comunale.

A Scicli non c’era alcuna associazione mafiosa e non ce n’è mai stata una, neppure semplice. Queste le conclusioni della Corte d’Appello di Catania che ha assolto tutti  gli imputati del processo all’operazione «Eco», nella quale era stato accusato di essere complice di una sorta di organizzazione mafiosa anche l’ex sindaco Franco Susino, assolto poi con formula piena. Stavolta l´assoluzione è stata decisa per gli altri imputati: tutti assolti dall’associazione per delinquere, mentre per alcuni, già condannati a Ragusa in ordine ad altri reati, le sentenze sono state riformate, per la precisione per i reati di estorsione e altri reati minori. Franco Mormina, sciclitano, in primo grado era stato condannato a 11 anni e sei mesi di reclusione, ora la condanna è scesa a sette anni e cinque mesi e 2.000 euro di multa. Giacomo Fidone, difeso dagli avvocati Edoardo Cappello e Rinaldo Occhipinti, dai nove anni e sei mesi del primo grado è stato ora condannato a otto anni e sei mesi e 1.300 euro di multa.

Renzo Gazzè è stato condannato a dieci mesi e 180 euro di multa, a fronte della originaria condanna a un anno e quattro mesi. Ignazio Mormina, già condannato a quattro anni e sei mesi di carcere, in Appello è stato condannato a un anno e due mesi e 300 euro di multa. Prosciolti tutti gli altri imputati, tra cui Ugo Lutri, precedentemente condannato a due anni di carcere, Giovanni Mormina, difeso dall´avvocato Edoardo Cappello, già condannato a cinque anni e Vincenzo Tumino. Le accuse originarie variavano dall’associazione mafiosa, anche a titolo di concorso esterno (come nel caso dell´ex sindaco Susino), alla truffa, estorsione e furto.

Il processo è scaturito dall’operazione «Eco», condotta dai carabinieri su un presunto condizionamento criminale vicino ad ambienti mafiosi del servizio di raccolta dei rifiuti a Scicli. Il titolare della «Ecoseib» Giuseppe Busso, che gestiva il servizio di raccolta rifiuti all’epoca dei fatti a Scicli, aveva confermato in aula le pressioni che avrebbe più volte ricevuto da Franco Mormina, che, secondo l’accusa, avrebbe imposto il suo controllo sulla gestione dell’attività dell’azienda. L’Ecoseib si era costituita parte civile nel procedimento assieme all’associazione «Codici onlus», «Obiettivo legalità» e Comune di Scicli. Annullato il risarcimento fissato dal Tribunale di Ragusa in favore, proprio, del Comune di Scicli. La vicenda portò dunque alle dimissioni del sindaco Susino e al successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Scicli.

(Da Corriere di Ragusa)

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