Cultura

Trenta edizioni. Trent’anni di cinema, incontri, autori e storie raccontate attraverso lo sguardo del Costaiblea Film Festival

 È da questo traguardo che è partita ieri sera la 30esima edizione della manifestazione, inaugurata a Marina di Ragusa con una serata che ha subito portato al centro alcuni dei temi che accompagneranno il festival fino a domenica: i grandi protagonisti del cinema, i giovani autori, la memoria degli Iblei e il rapporto tra cinema e territorio. A sottolineare il significato di questo anniversario è stato il direttore artistico e fondatore Vito Zagarrio, che ha ricordato come il Costaiblea, nato nel 1991, abbia attraversato tre decenni incontrando generazioni diverse di cineasti, attori, registi e spettatori. Una storia che oggi trova una nuova forma nella scelta di distribuire il festival in più location della frazione balneare.
A Villa Ottaviano si è aperto ufficialmente il percorso dedicato a “Pirandello e il cinema”, realizzato in occasione del novantesimo anniversario della morte dello scrittore. Inaugurata la mostra curata da Graziano Marraffa (Archivio Storico Cinema Italiano), con la conversazione insieme a Giuseppe Pitrolo e l’installazione video Pirandello nel cinema: tante maschere e pochi volti, curata da Marraffa e Angelo Piccione.
Sempre negli spazi di Villa Ottaviano ha preso il via anche “Costaiblea Giovane Cinema”, il concorso riservato ai filmmakers siciliani under 30 e curato da Angelo Piccione, una delle sezioni che caratterizzano maggiormente questa 30esima edizione per l’attenzione rivolta alle nuove generazioni del cinema siciliano, interrogandosi anche sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Ma il cuore della prima serata è stata anche Piazza Torre, dove il pubblico ha incontrato due importanti protagonisti del cinema.
Alle 20.30 è arrivata Aurora Quattrocchi, vincitrice del David di Donatello 2026 come migliore attrice protagonista per Gioia mia. In dialogo con Vito Zagarrio, l’attrice ha raccontato il mestiere dell’interprete con parole semplici ma particolarmente efficaci, definendolo qualcosa di difficile da spiegare: «È come un sapore: qualcosa da gustare, da mangiare, da assaporare. Se non lo assaggi non puoi spiegare».
Quattrocchi ha anche raccontato un episodio dal set, quando durante una scena nella quale le attrici dovevano pettinarsi, dopo averla ripetuta diverse volte, iniziò spontaneamente a cantare. Un’idea che piacque al regista e che entrò nella scena, costringendola però a ripetere più volte anche il canto insieme alla sequenza.
A seguire, sempre in Piazza Torre, il pubblico ha incontrato Gaetano Aronica, protagonista di “Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria”, docufiction scritta e diretta da Andrea Traina.
Il film affronta la figura di Gesualdo Bufalino lontano dalla biografia tradizionale, attraversando i luoghi, le parole e le testimonianze legate allo scrittore comisano. Al centro c’è anche il particolare rapporto tra l’alfa e l’omega della sua vicenda: l’inizio della carriera letteraria, con il passaggio dall’anonimato alla notorietà, e la fine improvvisa della sua vita, segnata dall’incidente stradale del 1996.
Due estremi che nel lavoro di Traina diventano parte di una riflessione più ampia sul destino, sulla memoria e sulle coincidenze che sembrano attraversare la parabola umana e letteraria di Bufalino. Aronica, che nel film ne è il volto e la voce, ha raccontato quanto questo progetto l’abbia anche arricchito, trovando gli applausi del pubblico del Costaiblea prima di ricevere il premio.
Oggi il Costaiblea attende Fabrizio Bentivoglio, tre volte vincitore del David di Donatello, che sarà al centro della serata di Piazza Torre. L’appuntamento è alle 19.30 con una master class, un’occasione per ripercorrere la sua lunga carriera anche attraverso due opere che lo vedono cimentarsi direttamente dietro la macchina da presa: Típota, cortometraggio del 1999 della durata di 30 minuti, e Lascia perdere, Johnny!, film del 2007 di 104 minuti. Sarà un incontro dedicato dunque non soltanto all’attore, ma anche al suo rapporto con la regia e alla sua esperienza nel cinema, attraverso due momenti particolarmente significativi della sua carriera.
La serata proseguirà alle 22 con la proiezione di Eterno visionario di Michele Placido, film del 2024 dedicato a Luigi Pirandello e di cui Bentivoglio è attore proncipale. Un doppio appuntamento che porta al centro della seconda giornata del Costaiblea una delle figure più riconoscibili e autorevoli del cinema italiano contemporaneo, in una serata che lega ancora una volta grandi interpreti, cinema d’autore e memoria del territorio. Spazio anche ad “Ad Sidera. C’era una volta Celeste”, l’esperienza immersiva ideata da Alessia Scarso che accompagna il pubblico in un viaggio nella storia dell’osservazione del cielo. Un progetto che nel 2026 ha ottenuto a Ginevra il riconoscimento di “Miglior esperienza immersiva”, rendendolo uno degli appuntamenti più originali della kermesse. Il festival ha il supporto del Ministero dei Beni Culturali – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, della Sicilia Film Commission, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, del Comune di Ragusa, della Pro Loco Mazzarelli e di vari sponsor privati. Info e programma sul nuovo sito web www.costaibleafilmfestival.it e sui canali social.