“Tabarè” il libro di Giovanna Drago: tra poesia, odori e memorie di vita. Presentato con successo al “Brancati”.
di Franco Causarano
“Tabarè” è il titolo dato da Giovanna Drago ad un suo libro, il primo che esce da una tipografia, per raccontarci con delicatezza e in dialetto nostrano, in una veste poeticamente raffinata, i cibi e le delizie dolciarie che si preparavano nella casa di famiglia. Lei ancora ragazza che diventava fanciulla. ” La memoria che si fa materia viva”, così nel risvolto di copertina. Ieri sera, al “Brancati” di Scicli, la presentazione e il recital insieme al suo Giovanni Blundetto, con Giuseppe Pitrolo che introduce la serata citando Camilleri e Proust, e le ricette-poesia. E basta subito il saluto dell’autrice per avviare e creare il giusto approccio con il pubblico delle belle occasioni. Il recital diventa racconto in dialetto nostrano, con un ‘interpretazione spontanea dell’autrice; a tratti la musica – anche con l’aiuto del fisarmonicista Scardino- determina attenzione e partecipazione ritmica con il battito delle mani, a tempo. Ed ecco le poesie della memoria, costruite quasi a seguire un calendario di feste e domeniche, nella famiglia allargata ai parenti e ai vicini di casa. Così i cuddureddi, i cassati, i ravioli, ma anche i passaulanti, i viscotta ricci, a mustarda ed altre leccornie girano nell’aria, quasi a farne sentire l’odore: si, quel “ciauru” inondante della nostra età più bella. Non sono ricette quelle che Giovanna Drago scrive e recita. Sono racconti poetici, spesso con la rima che il nostro dialetto permette; quasi un guardare oltre l’ascolto. Ed ha ragione quando, nella quarta di copertina scrive della silloge “che non insegna a cucinare, ma a ricordare”. E in fondo ciascuna poesia, introdotta con i perchè e le occasioni che l’avevano ispirata, riportano i nostri orologi indietro di anni e forse anche di un’epoca che non c’è più. Lo scrivere , narrando particolari momenti della vita familiare (ogni poesia è tradotta in italiano a fondo pagina) diventa occasione per narrare piccole storie, momenti con le persone più care, con la madre e la nonna a fare il Virgilio dell’occasione culinaria. Libro bello, da godere nella sua intrinseca ragione: la memoria come bene irrinunciabile del nostro vivere oggi.
Edizione ricca di foto a colori, che ridanno ulteriore pregio alla raccolta poetica.
