Sull’offerta formativa in provincia di Ragusa occorre lungimiranza. Parla il Preside Giannone.

Le note difficoltà economiche in cui versa l’Ente provinciale stanno determinando gravi situazioni di sofferenza nelle scuole secondarie superiori della provincia di Ragusa, sia con riferimento alla manutenzione degli edifici che al pagamento delle forniture elettriche, telefoniche, dell’acqua, del gas e del gasolio, nonché degli affitti. Di fatto nell’anno 2017 il Libero Consorzio ha trasferito alle scuole secondarie superiori della provincia di Ragusa solo un terzo delle risorse economiche dovute, nel 2018 ha sospeso ogni tipo di trasferimento di risorse e nell’anno 2019 ha già comunicato che non ci sarà alcun trasferimento.

Si ricorda che tutte quelle che sono attività relative ad interventi strutturali e di manutenzione, necessarie per garantire la sicurezza dei locali e degli edifici, alla loro fornitura e manutenzione sono a carico dell’Ente locale (art. 3 della Legge 11 gennaio 1996 n. 23). Le ex province devono provvedere alle spese varie di ufficio e per l’arredamento e a quelle per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista dell’acqua e del gas, per il riscaldamento ed ai relativi impianti delle sedi di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, di conservatori di musica, di accademie, di istituti superiori per le industrie artistiche, nonché di convitti e di istituzioni educative statali.

Una delle conseguenze più gravi della situazione venutasi a creare, è stata l’esclusione della provincia di Ragusa, unitamente a quelle di Trapani ed Agrigento, nel piano di dimensionamento della rete scolastica siciliana per l’anno scolastico 2019/2020, di ogni nuovo indirizzo di studi o rimodulazione di vecchi indirizzi – e ciò solo per le scuole pubbliche statali – proprio a seguito di comunicazione formale, corretta e dovuta, all’Assessorato Regionale e al MIUR da parte del Libero Consorzio. Questa esclusione penalizza fortemente la scuola statale ragusana, sia in termini di ricchezza dell’offerta formativa sia in termini di risorse umane (personale docente e ATA) destinate ad essa.

Quanto poi alla questione degli affitti di cui si parla molto, e non sempre in maniera lineare, nelle ultime settimane, rileviamo una serie di paradossi. Ne segnaliamo uno, che interessa in maniera diretta l’utenza studentesca di Scicli. Ad oggi c’è un flusso di centinaia di studenti che da Scicli si recano in sedi scolastiche a Modica per le quali l’ex Provincia ha pagato e dovrebbe continuare a pagare consistenti affitti. La mancanza di un indirizzo professionale per i servizi enogastronomici (ex alberghiero), a Scicli e nel suo bacino di riferimento come ormai S. Croce Camerina e le borgate della fascia costiera, porta ogni anno circa 100 studenti del comprensorio di Scicli ad affrontare notevoli difficoltà per raggiungere i comuni dove sono presenti istituti con questo indirizzo. Il paradosso è che a Scicli c’è un importante Istituto di Istruzione Superiore, il “Q. Cataudella”, che ha chiesto diverse volte e anche nel corrente anno scolastico, la trasformazione dell’indirizzo professionale per l’agricoltura in indirizzo per i servizi enogastronomici e che dispone di una sede propria, moderna, adeguata e già dotata dei laboratori necessari, ristrutturata con i fondi europei del PON FESR ASSE II della precedente programmazione – gestiti direttamente dalle scuole. Quindi si tratterebbe di una trasformazione a costo zero per il Libero Consorzio, tant’è che lo stesso ha deliberato con parere favorevole.

Il progetto di rimodulazione del “Q. Cataudella”, innovativo e inserito in una filiera che vede insieme istituto turistico, istituto tecnico agrario e appunto istituto per i servizi enogastronomici, è stato approvato dall’Assessorato regionale alla formazione retto dall’On. Lagalla, ma stoppato, come ogni altra proposta proveniente dalla provincia di Ragusa, dal MIUR, che ha fatto leva, in maniera generica, sulle difficoltà del Libero Consorzio.

Che dire? In vista dell’incontro con l’Assessore Lagalla, previsto il 14 marzo, chiediamo alla Deputazione iblea e al Commissario del Libero Consorzio di tener conto di tutto ciò e di muovere richieste che tengano conto delle reali dinamiche esistenti, sia sotto il profilo economico che didattico.

Enzo Giannone

 

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