Serge Latouche con Legambiente a Scicli – mercoledì 21 novembre incontro con gli studenti del Liceo “Cataudella”

Da stasera il filosofo ed economista francese Serge Latouche sarà a Scicli con Legambiente, per un soggiorno in città pere alcuni giorni. Ha desiderio di conoscere meglio la realtà locale. Incontrerà gli studenti dell’Istituto “Q. Cataudella” di Scicli, mercoledì 21 alle ore 10,30 per una conversazione dal titolo “Sviluppo senza limiti tra scelte e necessità – Riflessioni per un pianeta da salvare”.

Serge Latouche, filosofo ed economista di fama mondiale, è professore emerito di Scienze economiche all’università di Parigi XI e all’Institut d’études du developpement économique et social (IEDES) sempre a Parigi. È tra gli avversari più noti dell’’occidentalizzazione del pianeta ed un sostenitore della decrescita conviviale e del localismo. Conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori di antropologia economica, Latouche è uno dei critici più acuti della ideologia universalista dalle connotazioni utilitariste: egli, infatti, rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicistica.

Il tema dell’incontro sarà quello della “decrescita” come progetto per il futuro. Le generazioni attuali sono le prime che vedono emergere lo spettro di limiti insuperabili sotto forma di catastrofi: cambiamento climatico, esaurimento delle risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili, crisi sociali e molto altro. Tutto ciò è la conseguenza dal fatto che viviamo ormai in una società di mercato globalizzato di crescita. La nostra sovracrescita economica si scontra così con le risorse limitate del pianeta.

I numerosi testi di Latouche invece evidenziano che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo sono dovuti proprio alla crescita e ai suoi effetti collaterali; di qui l’urgenza di una strategia di decrescita, incentrata sulla sobrietà, sul senso del limite, sulle “8 R” (Rivalutare, Riconcentualizzare, Ristrutturare, Redistribuire, Rilocalizzare, Ridurre, Riusare, Riciclare) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente.

Ci vuole una vera rivoluzione culturale per salvare l’umanità e rovesciare il nostro modo di pensare.

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