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Rifiuti pericolosi a Cuturi: la lotta deve continuare. Un’assemblea pubblica ha fatto il punto sull’Affaire.

Rifiuti pericolosi a Cuturi: la lotta deve continuare. Un’assemblea pubblica ha fatto il punto sull’Affaire.

Una sala piena di cittadini, un dibattito di estrema correttezza, relatori e ospiti di riconosciuto valore politico e culturale. Questa la cornice e la forma che ha dato vita ieri sera all’Assemblea promossa da Legambiente e dal Comitato cittadino per l’ambiente e la salute di Scicli, al Cinema Italia. Con queste premesse anche i contenuti e i temi trattati sono stati di grande interesse. Al centro della discussione – come si sa – la “faccenda Acif” con il suo progetto di trattamento dei rifiuti pericolosi, a due passi da Scicli.

In apertura il Direttore nazionale di Legambiente a introdurre la tematica e il senso di questa storia, tutta da interpretare e da osteggiare, almeno  nelle procedure di autorizzazione che non appaiono chiare come invece si vuole far credere. Ancora più marcato l’intervento del Sindaco che sottolineava come “il nostro territorio porta ancora i segni delle due discariche di Petrapalio e San Biagio. Abbiamo raccolto – diceva – i rifiuti di mezza provincia, ne piangiamo i danni e, inoltre, aspettiamo ancora dei pagamenti!
Non accetteremo nessun nuovo impianto e nessuna nuova discarica! E non temiamo nessuna pressione, siamo forti del volere di tutti gli sciclitani che sentiamo con noi in questa battaglia per il futuro della nostra comunità!” Il primo cittadino ha anche segnalato le pressioni costanti che si sente addosso, ed è pronto a caricarsi di ulteriori responsabilità contro un progetto che mette in pericolo il territorio.

Ragionamenti di grande verità quelli che sono venuti dall’ex Ass. regionale  Fabio Granata: a Scicli città Unesco non è possibile una piattaforma Acif che tratta rifiuti pericolosi. L’Unesco non salvaguardia un territorio in cui si mette in crisi l’ambiente. O l’uno o l’altro sviluppo. Con l’Acif operativa, l’Unesco può cancellare Scicli dalla lista.

Interventi seri quelli dei politici On.Assenza, On. Trizzini. Entrambi alla Regione controlleranno ancora di più gli sviluppi della faccenda e faranno valere gli interessi della comunità locale. L’obiettivo  – e questo lo sottolineava anche Granata – è quello di coinvolgere direttamente il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con un’azione che assuma direttamente la “regia” dell’annullamento di una procedura e di un insediamento industriale non previsto in nessuna carta o progetto di sviluppo industriale, a livello provinciale e senza un Piano regionale relativo al trattamento dei rifiuti (pericolosi, compresi). Di tutt’altra natura l’intervento tra il pubblico dell’On. Orazio Ragusa, che ha preferito una breve dissertazione su che cosa è Bene monumentale al servizio del turismo e come Scicli si avvia a diventare città sempre più votata all’accoglienza turistica. Lui sarà contro le discariche nel territorio sciclitano (su sollecitazione, lo ha ripetuto 4 volte), nessun accenno esplicito, invece,  all’Acif e al progetto di contrada Cuturi che opererà – è bene ricordarlo – con una piattaforma (non una discarica, onorevole) di trattamento rifiuti pericolosi che arriverebbero da Priolo e da Gela.

Tanti altri interventi hanno dato, poi, il senso della partecipazione e della comune battaglia di altri territori siciliani, i cui rappresentanti sono venuti, ieri sera,  a condividere una “lotta di democrazia” che parte dalle comunità di cittadini (Santa Maria del Mela, Furnari). Tra i messaggi letti, quelli dell’On. Fava (trattenuto a casa con l’influenza) della Sen. Padua. Le conclusioni sono state del Direttore di Legambiente Stefano Ciafani. Chiaro il messaggio: si continuerà nel controllo e soprattutto – sulla base di quanto emerso dall’assemblea- si attiveranno procedure anche legali che diano la possibilità di chiarire responsabilità, ruoli e gli stessi atti che hanno portato, ad esempio, al finanziamento ministeriale del progetto (c’è un’interrogazione parlamentare, in proposito, che ancora aspetta una risposta). La città non si fermerà e rimane – come dire – allertata contro una scelta economica e di sviluppo che altri vorrebbero imporre.

Una curiosità (per chi scrive): dell’On. Nino Minardo, deputato del territorio, nessuna notizia. Sul caso Acif non ha mai espresso un’opinione. Evidentemente  preferisce temi meno “pericolosi”: sarà capolista con elezione sicura (Forza Italia) per la Sicilia Orientale.

F. C.

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