Legambiente Scicli – Trivelle e Rifiuti pericolosi: tenere alta l’attenzione

“È una grande vittoria, ma dovrà continuare senza tentennamenti la lotta contro le trivellazioni di petrolio e contro i progetti industriali che comportano rischi elevati per la salute delle persone e dell’ambiente. Il Ministero ha bocciato 8 pozzi aggiuntivi della piattaforma di Edison ed Eni, ma perché la battaglia contro l’arroganza delle aziende petrolifere possa continuare con successo, Istituzioni, imprese sostenibili e associazioni debbono unirsi e collaborare per costruire insieme un futuro diverso per il nostro territorio, cooperando in maniera trasparente, senza riserve reciproche e senza dannosi protagonismi, sia da parte delle Associazioni di cittadini, che per loro consuetudine si muovono al di fuori di ogni logica di interesse diretto, né tanto meno da parte degli enti comunali, notoriamente privi nel proprio organico di competenze specifiche sufficienti per affrontare la redazione di complessi documenti tecnici”. È questo il commento di Alessia Gambuzza, presidente del circolo Kiafura Legambiente di Scicli, una dichiarazione che va ben oltre le polemiche dei giorni scorsi scoppiate dopo la notizia dello stop della Commissione Via del ministero dell’Ambiente su una parte importante del progetto di ampliamento della piattaforma Vega. Si ricordi, peraltro, come siano di dominio pubblico le risultanze peritali che gravano sul sistema Vega in merito all’iniezione, protrattasi per anni, di sostanze altamente inquinanti nelle profondità marine, nell’ambito di un processo andato in prescrizione negli anni della soppressione del Tribunale di Modica. Tenendo conto che alla Regione Sicilia le royalties fruttano meno di 300.000 euro all’anno (meno di 6 centesimi di euro a siciliano!), a fronte di rischi enormi di ogni tipo per la salute, l’ambiente, la pesca e il turismo, l’accoglimento delle osservazioni di Legambiente prodotte dal circolo di Ragusa, riprese anche dall’amministrazione comunale di Scicli, costituisce una vittoria per la dignità della nostra regione, contro una politica energetica volta a tutto vantaggio di imprese che operano in un comparto energetico obsoleto nel quale gli utili si fondano sul mancato pagamento delle royalties e sul soddisfacimento a volte assai precario delle regole di sicurezza ambientale. “Nuove scadenze e altri progetti industriali ad alto rischio si addensano sui territori iblei, tra cui la realizzazione della piattaforma Acif per il trattamento di rifiuti anche pericolosi in piena zona agricola e, incomprensibilmente, provenienti da zone di produzione assai lontane, industrializzate e idonee a ospitare stabilimenti per il trattamento” conclude  Alessia Gambuzza. Anche in questo caso, occorre far fronte unico, agendo in piena concordia, collaborazione e sinergia fra le Istituzioni locali e tutti i soggetti distanti dalla black economy e, fra questi, i circoli locali di Legambiente. Il circolo Kiafura di Scicli, sostenuto dalla direzione nazionale di Legambiente e da Legambiente Sicilia, si dichiara sempre pronto e disponibile ad intervenire per fare la propria parte nelle attività di tutela, in sinergia con gli enti comunali e con i circoli territoriali iblei, per fermare ogni progetto contrario alla naturale vocazione culturale, turistica e agricola del nostro territorio”.

(Foto repertorio).

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