LA PROPOSTA: UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SU MAFIA E ANTIMAFIA

La settimana appena trascorsa ha registrato la positiva reazione della città nei confronti di quel circolo di notizie che, ahimè, ancora una volta hanno portato ad associare il nome di Scicli a quello di città mafiosa, sia su un giornale online (La Spia) che sul Tg1 nazionale, passando per un’interrogazione del solito Senatore 5 Stelle Mario Giarrusso (lo stesso che tre anni fa aveva auspicato lo scioglimento del consiglio comunale della città e lo stesso che non ha avuto una parola di scuse quando l’ex sindaco Susino è stato assolto!). Alla reazione dei cittadini comuni, infatti è seguita quella della politica (ottimi gli interventi di Start Scicli e della Sinistra Italiana-Segreteria provinciale di Ragusa) ed infine quella del sindaco Giannone che ha opportunamente corretto il tiro rispetto al suo primo intervento (quello del 3 dicembre scorso) nel quale, erroneamente, aveva parlato di “un capomafia”. Nella successiva nota del 7 dicembre, infatti, Giannone ha puntato il dito sui professionisti dell’antimafia, richiamando la storica nota di Leornardo Sciascia, e precisato il proprio pensiero secondo cui “è interpretazione errata delle dinamiche della città quella che ha portato allo scioglimento delle sue massime istituzioni democratiche”, delle quali – al tempo – aveva fatto parte anche lui. Adesso, però è il momento di andare oltre. Una volta che si è dimostrato che tutta la città su questo tema può essere chiamata a raccolta, bisogna capire perché questo problema – da tre anni a questa parte – ciclicamente si ripropone sempre allo stesso modo e sempre con gli stessi protagonisti. La proposta, pertanto, potrebbe essere quella di convocare un consiglio comunale aperto nel quale invitare il giornalista de La Spia Paolo Borrometi, esprimergli la solidarietà della città per le aggressioni subite, e poi chiedergli il perché – ogni volta che cita lo scioglimento del consiglio comunale di Scicli – omette costantemente di raccontare la seconda parte della storia. Ovvero quella delle assoluzioni dell’ex sindaco, quella della Procura Generale che rinuncia a esercitare l’azione penale nei confronti di Franco Susino, quella della derubricazione a reato di associazione a delinquere (per l’appunto senza l’aggravante della mafia) dei malviventi coinvolti nella vicenda giudiziaria.

Invitare i politici Lumia, Calleri e Giarrusso e chiedergli pubblicamente le scuse alla città rispetto alle posizioni assunte nel corso del procedimento che aveva portato all’ingiusto scioglimento per mafia del consiglio comunale.

Ritengo tutto ciò necessario e non ulteriormente procrastinabile poiché questa immotivata ciclicità con la quale la città si ritrova sui media nazionali (mentre la difesa rimane sempre al livello della stampa locale), rischia di vanificare irrimediabilmente gli sforzi che tanti (dall’Amministrazione agli imprenditori, dalle associazioni al personale comunale) quotidianamente fanno per garantire alla nostra comunità uno slancio turistico oltre che, anzitutto, per preservare il buon nome di Scicli.

Marco Causarano

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