“La ‘fascia trasformata’ del ragusano. Diritti dei lavoratori, migranti, agromafie e salute pubblica”. Il si presenta alle ore 19 stasera a Ragusa.

Il volume è un lavoro collettivo, coordinato da Michele Mililli responsabile  dell’USB per il sociale, ed edito da Sicilia Punto L, sul comparto serricolo del ragusano. Diversi autori sviluppano il tema attraverso analisi sulla nascita e l’evoluzione dell’agricoltura sotto serra nel Sud est siciliano, sulle sue realizzazioni e i suoi fallimenti, sull’impatto sulla salute dei lavoratori, sull’ambiente e il paesaggio e sugli interessi delle agromafie.  Altri contributi si soffermano sulle condizioni di lavoro, in particolare di quelli delle migliaia di braccianti-migranti occupati nel settore, sulle strategie di sindacalizzazione, sui collegamenti con le normative vigenti in tema di immigrazione, che costringono molti lavoratori in attesa del permesso di soggiorno, a una clandestinità funzionale allo sfruttamento.  Infine alcuni capitoli affrontano la realtà dei bambini figli di migranti, spesso veri e propri invisibili, i vari progetti messi in atto nei loro confronti, l’intervento di Emergency, della Caritas e della Chiesa valdese, la situazione delle comunità islamiche e rumene nel territorio preso in esame. Una lunga intervista a Bashir A. Samaale fa toccare con mano al lettore l’esperienza umana di chi, dopo viaggi pericolosi e interminabili, finisce a lavorare nelle serre, ancora senza o con pochi diritti e poco rispetto per la propria dignità.

Il libro è aperto dalla prefazione di Stefania Mazzone, dell’Università di Catania, e chiuso dalla postfazione di Gianandrea De Angelis, coordinatore nazionale USB. E’ illustrato dalle foto di Davide Casella di Gerta Human Reports.

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