La 24esima edizione del Costaiblea Film Festival: una nota riassuntiva di Vito Zagarrìo

La XXIV edizione del Costaiblea Film Festival – edizione 2020 -, che avrebbe dovuto svolgersi al Cinema Italia di Scicli, per le note ragioni dell’emergenza sanitaria si è svolta on line sulla piattaforma MYmovies, dal 22 al 26 marzo 2021 (grazie alla possibilità offerta dal Mibact di svolgere le manifestazioni nel primo trimestre del ’21).

Ma nonostante la mancanza della sala, il web ha offerto la possibilità di raggiungere una platea più ampia, permettendo inoltre di raggiungere ospiti, come Paolo Taviani, che non avrebbero potuto essere presenti al Cinema Italia di Scicli. Il Costaiblea Film Festival/Scicli ha avuto un ottimo successo di pubblico, ha goduto di una buona campagna stampa e social, e ha offerto un programma articolato, all’insegna della contaminazione tra le arti, come le relazioni tra cinema e letteratura, cinema e musica, cinema e pittura.

Si è tenuto, ad esempio, un importante convegno su “Sciascia, il cinema e gli iblei”, in collaborazione con le università di Roma Tre, Enna “Kore” e Catania, cui hanno partecipato Andrea Rabbito, Salvatore Ferlita e Alessandro Cutrona dell’Università di Enna, Fernando Gioviale e Giuseppe Traina dell’Università di Catania, il sottoscritto in rappresentanza di dell’Università Roma Tre, e Peppe Puglisi, animatore del Cineclub di Scicli. Tra i film tratti da opere di Sciascia e girati nel territorio ibleo si sono potuti vedere Il Consiglio d’Egitto di Emidio Greco e Porte aperte di Gianni Amelio.

Tra le attività convegnistiche, voglio segnalare la tavola rotonda “Il cinema in Sicilia: film commission, sale, festival”, curata da Giacomo Martini, cui hanno partecipato Gianni Celata (Università Roma Tre e Mibact), Alessandro Rais e Nicola Tarantino (Film Commission Sicilia), Giuseppe Gambina e Sino Caracappa (esercenti e direttori di festival). Presenze eccezionali sono state quelle di Paolo Taviani, uno degli ultimi “Grandi” del cinema italiano, e di Roberto Perpignani, montatore dei Taviani come del primo Bertolucci. A entrambi è stato consegnato il “Carrubo d’oro” (alla carriera al primo, i “mestieri del cinema” al secondo).

Una ricca sezione è stata dedicata a “Cinema e Musica”: interessanti gli incontri, le Master class e le lezioni-concerto di Moni Ovadia, di Mario Incudine, di Pippo Delbono, di Paolo Vivaldi e della cantante sciclitana Serena Agosta.Di Moni Ovadia, protagonista di una emozionante lezione, si è potuto vedere Shir Del Essalem, un video concerto all’insegna della contaminazione tra le religioni.Pippo Delbono, abitué del “Costaiblea”, è stato protagonista di un altro incontro sul suo cinema “fuori norma”, e ha partecipato come ospite e voce narrante al concerto degli Okies (Rageen vol.1). “La musica per il cinema” è stato anche il temadel Concerto/Masterclass di Paolo Vivaldi, cui è stato assegnato, come a Perpignani, il Premio “Carrubo d’oro. I mestieri del cinema”.

Altro Concerto/Masterclass è stato quello di Mario Incudine, un attore-cantante-cantastorie-regista che Scicli conosce bene (ha fatto un concerto in piazza anche la scorsa estate) che ha donato al Festival una toccante lettura da Kaos e da Un uomo da bruciare dei fratelli Taviani, incrociando la sceneggiatura dei registi con il “cunto” del cantastorie Ciccio Busacca. Interessante anche l’incontro con la brava cantante sciclitanaSerena Agosta (è stata anche a Sanremo), che ha cantato live una canzonee ha fatto vedere due suoi videoclip girati a Scicli: Cosa resta e Trenta.

Centrale è stata la sezione “Cinema e pittura”, dedicata soprattutto a Franco Polizzi. A lui stati dedicati ben due documentari: Polizzi. Visione luce del giovane filmmaker Angelo Piccione, eil mio L’immaginato e il visto. Interessante è stato l’incontro con Polizzi, curato dal nostro Paolo Nifosì.Devo ricordare poi che il “Carrubo d’oro” è un’opera di Carmelo Candiano, che ha voluto regalare la sua creatività al festival.

Veniamo al Premio “Piero Guccione-Cinema giovane”. Dedicato al compianto Maestro si è svolto un concorso internazionale di cortometraggi, vinto da Giusto il tempo per una sigaretta di Valentina Casadei. La premiazione del concorso è avvenuta live, alla presenza di Paola Guccione, e la giuria era composta da Peppe Puglisi, Andrea Traina, Giuseppe Volpino, Giulia Magro, Francesco Di Martino (dunque alcuni tra i più noti critici o registi della zona iblea).

Una sezione del Festival è stata dedicata ai Nuovi filmmaker siciliani, e un’altra ai registoi siciliani più affermati: Seconda primavera di Francesco Calogero, Balon di Pasquale Scimeca, I cantastorie di Gian Paolo Cugno. Notevoleil film di montaggio, realizzato appositamente per il Costaiblea, Barocchi e profumi.50 anni di Scicli sul piccolo e grande schermo del regista e ricercatore Luca Martera.

Nella prospettiva del cinema siciliano, un particolare “Carrubo d’Oro” alla carriera è andato a Enrico Lo Verso, cui è stato dedicata la proiezione de La bella società di Gina Paolo Cugno, e che ha “incontrato” virtualmente il pubblico in un video realizzato da me personalmente.

Infine, è stato assegnato il Premio “Rosebud”/Opera prima(anche questa una tradizione del festival), a Emiliano Aiello e Ludovica Andò per Fortezza, un film girato dentro il carcere di Civitavecchia, con i reclusi impegnati nella recita de Il deserto dei Tartari di Buzzati. Una sorta di Cesare deve morire (quello dei Taviani), con una grande attenzione alla recitazione e alla forma dell’inquadratura.

Per concludere, nonostante il Covid e la chiusura di cinema e teatri, il Costaiblea è tornato alla grande, con presenza di grandi Maestri, di affermati registi, ma anche di giovani e giovanissimi filmmaker. La speranza è di rivedersi – e magari riabbracciarsi – al cinema.

Vito Zagarrìo

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