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I SERVIZI SEGRETI ED IL COMUNE DI SCICLI

I SERVIZI SEGRETI ED IL COMUNE DI SCICLI

UN’ALTRA DELLE PAGINE PIU’ INQUIETANTI CHE EMERGE DALLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE ANTIMAFIA E’ QUELLA RELATIVA AGLI ACCESSI CHE, TALUNE USER ID DEI SERVIZI SEGRETI (l’AISI), ESEGUONO NEI CONFRONTI DI AMMINISTRATORI ED EX AMMINISTROTORI DEL COMUNE DI SCICLI.

Pubblichiamo gli stralci del II capitolo della relazione della Commissione regionale antimafia (“L’interesse dei Servizi segreti”) che tenta, senza riuscirci, di far luce anche su quest’altro aspetto inquietante ed oscuro relativamente a quanto si muoveva attorno al Municipio di Scicli durante quei mesi. Il capitolo, per altro, termina con delle domande tutt’altro che retoriche”
” – FAVA. Quando lei riferì di questo accesso abbastanza inconsueto al PM, ci fu poi un feedback da parte della Procura? O lei non sa che cosa sia accaduto?

– FURNÒ, maresciallo. No, non so che cosa sia accaduto anche perché durante il dibattimento ne abbiamo parlato davanti al Presidente del Tribunale, e dice: «ma poi lei che cosa ha fatto?», ho detto: «noi ci siamo attenuti a quello che ci è stato risposto e non abbiamo potuto approfondire altro».

– FAVA,. I tre nominativi su cui c’era stato un accesso, erano tutti e tre soggetti ad indagine in quel momento?

FURNÒ, maresciallo. No. Neanche Susino, non era neanche indagato Susino. Il Susino veniva solamente intercettato.

– FAVA,  Su questo punto si è mai confrontato con il suo superiore, il capitano Cetola, che era il Comandante della Compagnia di Modica all’epoca?

FURNÒ, maresciallo. Sì. Il Capitano ha firmato lui le note. Io scrivevo la documentazione ma era lui che firmava tutte le autorizzazioni…

Dunque – commenta la Commissione regionale antimafia – funzionari dell’intelligence italiana compulsano la banca dati del Viminale per acquisire informazioni sul sindaco di Scicli (non ancora indagato né imputato, specifica il maresciallo Furnò) e su altri attori di questa vicenda. A che titolo? E soprattutto perché? Quali ragioni di interesse nazionale possono indurre dipendenti dell’AISI ad assumere queste informazioni che si suppone siano “utili per difendere la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche da ogni minaccia, da ogni attività eversiva e da ogni forma di aggressione criminale o terroristica”?

Domande senza risposta, anche perché l’attività del PM non va oltre quella prima generica richiesta di informazioni. Alla risposta del direttore dell’AISI, che chiede alla Procura di Catania di indicare “la data, l’ora e l’oggetto degli accessi d’interesse”, non seguirà altra comunicazione.

Non offre contributi utili, su questo punto, nemmeno l’audizione del capitano dei carabinieri Edoardo Cetola, al comando della Compagnia Carabinieri di Modica dal settembre 2013 al settembre 2017 (oltre che componente della commissione ispettiva nominata dal prefetto Annunziato Vardè per l’accesso a Scicli: approfondiremo questo aspetto più avanti).

“- CETOLA, Parlo sempre indirettamente perché, ripeto, le indagini non le ho coordinate io direttamente quindi ho letto un po’ quelli che erano gli atti dell’attività d’indagine. Se non ricordo male, erano state fatte le richieste per risalire all’identità dell’utenza che aveva fatto quel tipo di accertamento, però ora a memoria mi pare che non era stata fornita nessuna risposta di dettaglio da parte dell’organo competente, in questo caso l’AISI…

Per la verità il capitano Cetola si insedia al comando della Compagnia di Modica quando attorno all’inchiesta Eco si stanno ancora sviluppando ulteriori ipotesi investigative (settembre 2013). Non a caso il maresciallo Furnò conferma che fu proprio il capitano Cetola, suo superiore, a firmare le note per il Viminale, per l’AISI e per la D.D.A. di Catania (cfr. “Io scrivevo la documentazione ma era lui che firmava tutte le autorizzazioni”).”

Poco significativo sul punto anche il ricordo del maggiore Cannizzo, altro componente della Commissione d’accesso al comune di Scicli.

FAVA,. Il capitano Cetola vi ha mai informato che c’era stato un interessamento dei Servizi segreti sul sindaco, su un assessore e su altri soggetti dell’amministrazione?

CANNIZZO. Nossignore! Io non ho mai avuto conoscenza di questa riflessione. L’ho appreso dalle notizie giornalistiche l’interesse dei Servizi, l’interesse verso questa A.CI.F., troppo piccola per essere di mia competenza, però ho appreso che era destinataria di commesse da parte della piattaforma VEGA…

La Commissione ha chiesto anche all’attuale Direttore dell’AISI, il generale Mario Parente, di spiegare le ragioni di quell’attività (premurandosi di fornire, questa volta, “data ora e oggetto degli accessi”).

Nella sua risposta, il generale Parente ha precisato:

“…di aver ricevuto la nota n. 522/30/2012 del 14/1172013 del Comandi Compagnia Carabinieri di Modica, richiedente le generalità degli user id FOGA 648 e FOGA 606, su delega della D.D.A. di Catania. L’Agenzia aveva confermato alla p.g. procedente la riferibilità ai propri dipendenti dei due user id, chiedendo tuttavia elementi utili ad individuare le coordinate (…) in termini di data e di oggetto. (…) L’organo di p.g. non ha tuttavia mai fornito tali elementi, senza peraltro interloquire ulteriormente con questa Agenzia.”

Prassi consolidata, afferma la nota dell’AISI.

E pertanto, stigmatizzano i parlamentari della Commissione regionale “Si dovrebbe desumere che ogni volta che viene svolta un’attività di p.g. nei confronti di una qualsiasi amministrazione comunale (nel caso di Scicli si trattava solo di una perquisizione, senza ancora alcun indagato), i servizi d’intelligence si attivano per acquisire informazioni su sindaco ed assessori. Uno zelo straordinario, se si pensa che solo nel corso del 2019 ci sono più di duemila attività di p.g. nei confronti di comuni italiani!”

Ed ancora “Restano in campo tutte le nostre domande: perché l’attivo interessamento dei servizi segreti nei confronti di alcuni amministratori (nemmeno indagati) di un comune di 26mila abitanti? Perché la decisione del PM di non fornire all’AISI le indicazioni che l’Agenzia richiedeva? Perché l’assenza di ogni comunicazione su questo episodio tra i componenti della commissione d’accesso? E, in ultima analisi, quali erano i reali interessi politici, militari, economici scientifici e industriali dell’Italia” che la vicenda di Scicli metteva a repentaglio?

Un’assenza di risposte che rappresenta un ulteriore elemento di opacità sullo sfondo del controverso scioglimento di questo comune”.

 (Fine seconda parte)

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