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Che ne facciamo di Piazza Italia e Largo Gramsci? Proviamo a trovare proposte di rilancio.

Che ne facciamo di Piazza Italia e Largo Gramsci?  Proviamo a trovare proposte di rilancio.

Magari non ritornerà ad essere il centro di socializzazione cittadino del periodo storico che va dagli anni ’60 ai ’90, ma certamente non può continuare ad essere quella che è attualmente. Stiamo parlando di Piazza Italia-Largo Gramsci al centro della città, ” a chiazza” luogo simbolo del Paese Scicli, l’area delle feste popolari più importanti, sia che fossero cristiane o politiche o addirittura profane. Il luogo della passeggiata, dei cortei di protesta, delle adunate e dei comizi elettorali, dei festeggiamenti sportivi e…dei concerti di musica . Qualcosa di diverso, forse c’è stato quest’estate con la Notte della taranta, l’annuale Festa delle Milizie, alcune manifestazioni sportive; per il resto il deserto, il vuoto sociale, addirittura la paura serale solo per la presenza di gruppetti di cittadini extracomunitari, che almeno hanno il merito di popolare quegli spazi lasciati nella desolazione. Una desolazione figlia di un progetto di abbandono non pianificato da alcuno, che è sostanzialmente conseguenza di operazioni di mercato che hanno spostato l’asse del centro storico in funzione turistica verso altre parti della città.

Ma Largo Gramsci e Piazza Italia possono e devono essere la porta d’ingresso di una città che vuole essere a tutti gli effetti turistica e culturale. E allora, partendo da quello che è presente in questo grande spazio cittadino, indipendentemente da interessi particolari e da visioni sociologiche populiste e mercantili, vogliamo tentare, innanzitutto, di aprire una discussione sul caso e lanciare alcune proposte. A partire da Largo Gramsci, porta d’ingresso, alla città turistica.

Qui fermano i bus dei visitatori, qui scendono le comitive (i pullman vanno poi a parcheggiare a San Nicolò o al quartiere Iungi), qui fermano anche gli autobus urbani e per la costa, quelli che partono per le città vicine e lontane (la corsa per l’Aeroporto di Catania è la più affollata). Allora perchè non attrezzare una struttura lì vicino (pensiamo a quella casupola, diventata accampamento-caldarroste) già dotata di un pannello turistico pubblicitario? Acquistare quella costruzione con una parte dei proventi della tassa di soggiorno e farla diventare Ufficio Accoglianza Turistica e Centro Infiormazioni Turistiche (con relativa biglietteria per bus ma anche per i luoghi da visitare). A seguire, evitare che i venditori ambulanti si impadroniscano dell’area, magari offrendo alternative di luoghi-mercato ambulante.

Le aiule non possono certo continuare ad offrire il triste spettacolo di questa estate e dell’autunno appena iniziato: troppo desolante la visione di erbacce, di rifiuti accatastati per la raccolta differenziata, l’assoluta mancanza, in alcune, di piante e fiori. Pensate, invece, che spettacolo di bellezza visiva potrebbe offrire quella serie di ghirigori in pietra, ferro e terra, con una sequnza costante di colorati filari di rose, garofani, violette, ibiscus, o semplici lantane. Qui l’accordo potrebbe venire con i tanti produttori floricoli o con i vivai operanti nel territorio. Il volontariato potrebbe fare la sua parte.

Dietro al Cine Teatro Italia una serie di pannelli coprono in maniera approssimativa alcuni impianti a servizio del Teatro. Ebbene, perchè non fare diventare quei pannelli dei veri e propri inviti a conoscere meglio la città? Ad esempio dedicare i vari pannelli alle cose scritte su Scicli dai vari Sciascia, Vittorini, Sgarbi, Pasolini, Bufalino, con il corredo di belle foto in bianco e nero o a colori della città monumentale? Ogni pannello potrebbe essere sponsorizzato da aziende private locali.

Tutta la Piazza Italia avrebbe bisogno di un riordino sul piano degli arredi, e dei sedili in particolare; ma anche la creatività degli architetti locali dovrebbe aiutare a trovare soluzioni per certi angoli e spazi lasciati sostanzialmente vuoti. Lo stesso “monumento” alla Liberazione avrebbe bisogno di una cura più costante. magari con un tappeto a fiori freschi.

E poi la fruizione. E’ certamente un discorso da allargare alla comunità intera, o almeno a quelle fasce di cittadini più sensibili alla vita sociale. Ma è importante anche il coinvolgimento dei commercianti che sul luogo operano; ciò diventa importante ai fini di un progetto e di un calendario di eventi che riporti Largo Gramsci e Piazza Italia ad essere contenitore centrale per la Primavera e l’Estate e per le date importanti della storia cittadina. E quindi il “ritorno” anche dei giovani, delle famiglie (i bambini- di tutte le nazionalità- devono popolare quotidianamente la Bambinopoli ristrutturata e farla diventare luogo di amicizia e di incontri tra mamme). E la sera, si ritorni a passeggiare in Piazza.

Mercati. Il sabato pomeriggio e fino a sera si svolge la Fiera degli ambulanti. Una maggiore cura negli allestimenti e controlli più serrati sulla regolarità della vendita e dei prodotti tornerebbero utili alla stessa Fiera. Da incoraggiare e pubblicizzare adeguatamente il Mercato dell’antiquariato, che si tiene la terza domenica di ogni mese, nella parte alta di Piazza Italia.

Questo articolo è l’inizio di una discussione che vorremmo continuare a più voci. Così invitiamo i lettori, i cittadini, i gruppi associativi ad esprimere idee, progetti, sogni che possono diventare realtà.

Franco Causarano

 

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