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Paolo Borrometi condannato dalla Cassazione a risarcire Franco Mormina.

Una sentenza della Cassazione mette fine alla tesi del giornalista Paolo Borrometi, secondo cui Franco Mormina sarebbe stato “un capomafia” negli anni che portarono, come conseguenza, allo scioglimento del Consiglio comunale di Scicli. E condanna il giornalista a risarcire Mormina in sede civile. Il ricorso era stato avanzato dall’Avv. Michele Savarese. In pratica la Cassazione ha annullato la sentenza emessa un anno fa dalla Corte d’Appello di Catania, che aveva assolto il giornalista dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Mormina. La Cassazione ha “annullato la sentenza impugnata, ai soli effetti civili e rinvia al giudice civile competenze per valore in grado di appello”; cioè la pratica ritorna in Corte d’Appello, ma questa volta per determinare il risarcimento richiesto dall’avvocato difensore dI Mormina. La pratica era partita da alcuni articoli di Borrometi che riguardavano la presenza di Mormina ad un cerimonia di inaugurazione per un’attività commerciale in Piazza Italia; allora Borrometi scrisse che Mormina fosse un mafioso. A distanza di anni una sentenza che mette la parola fine.

Si chiude, quindi una vicenda che portò, come conseguenza, anche allo scioglimento del Consiglio comunale, in seguito proprio alla cosiddetta “Operazione Eco”, allora costruita a partire dal giugno del 2014 in maniera affrettata e sulla base – a questo punto- di tutta una serie di concetture che negli anni sono cadute. Eppure, nonostante i fatti che la Magistratura ha chiarito a più riprese negli anni- e la sentenza della Cassazione dovrebbe essere accolta anche in rapporto a quegli accadimenti – rimane il dato della condanna di una città, mai cancellato nelle sedi politiche e nelle sedi Istituzionali.