L’anfiteatro romano di Cartagine: riprendono gli scavi. Con Di Stefano e Miccichè.
La missione archeologica tuniso-italiana riprenderà le sue indagini nell’anfiteatro romano di Cartagine in Tunisia a partire dal 12 ottobre 2026. Diretta da Hamden Ben Romdhane (INP, Institute National du Patrimoine) e Giovanni Di Stefano (Italia), la missione sarà composta da Salvo Micciché (Italia), Yosra Zalilla (INP) e Fatma Nait Yghil (INP).
L’anfiteatro romano di Cartagine è uno dei più grandi monumenti pubblici della colonia fondata da Augusto nel 29 a.C. Durante il regno dell’imperatore Adriano (117-138), vi si svolsero sontuose cacce e giochi di gladiatori, ed è qui, nel 203 d.C., che ebbe luogo il martirio di un gruppo di cristiani, tra cui le sante Felicita e Perpetua.
L’équipe tuniso-italiana prevede quest’anno di documentare l’architettura e di modellare in 3D i resti dell’anfiteatro mediante scansione laser. Negli anni precedenti, il team di ricerca ha inoltre utilizzato metodi di indagine moderni, come il georadar e rilevamenti fotogrammetrici tramite drone. Sotto la supervisione dell’Istituto nazionale del patrimonio tunisino e con l’obiettivo di contribuire a una migliore presentazione di questo monumento, il team tuniso-italiano inizierà quest’anno i lavori e le discussioni necessari per l’installazione di pannelli informativi e di una presentazione digitale, nonché per lo studio di un’eventuale riutilizzo di una parte del sotterraneo che era servita come cappella cristiana nell’epoca coloniale, in un centro di interpretazione del monumento e della sua storia.
Giuseppe Nativo– (Foto: Salvo Micciché – INP)
