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IL TURISMO NEGLI IBLEI PARLA STRANIERO: OLTRE 487MILA PRESENZE NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026

C’è un sorpasso che vale più di un dato statistico: per la prima volta, gli Stati Uniti (8,01%) diventano il primo mercato estero di Ragusa, scalzando la storica leadership tedesca. Scicli si conferma la regina dell’internazionalizzazione (49,37% di presenze estere), Modica si distingue per l’equilibrio del suo portafoglio estero con la Polonia (4,01%) tra i mercati di punta, mentre a Santa Croce Camerina spunta l’effetto sorpresa con la Norvegia (3,96%) al secondo posto tra gli stranieri. Quattro comuni, quattro anime, un’unica trazione internazionale. 

«Finalmente leggiamo il nostro turismo con dati certi e puntuali, grazie al software PayTourist – dichiara il dr. Maurizio La Micela, presidente dell’associazione Forum Operatori Turistici – Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026, Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina hanno totalizzato 487.076 presenze. Numeri che ci proiettano tra i poli più dinamici del Sud Italia».

La mappa delle vocazioni: quattro territori, quattro anime

L’analisi restituisce un mosaico di straordinaria complementarità. Ragusa guida per volumi (315.527 presenze), Modica si conferma regina del gusto (102.099 presenze, 56,59% di domanda familiare), Scicli si afferma come polo slow e family friendly (63.587 presenze con il 66,7% di famiglie presenti) e Santa Croce Camerina come porta balneare (5.863). 

Se Scicli attira tedeschi (15,48%) e inglesi (5,90%), e Ragusa conquista gli americani, Modica stupisce per l’equilibrio del suo portafoglio estero, dove spicca la Polonia (4,01%) come terzo mercato di riferimento.

Permanenze e il boom dell’extra-alberghiero

Scicli registra la permanenza mediana più alta a luglio (4,5 notti). Ma le vere eccellenze sono nelle nicchie: agriturismi a Scicli con 26 notti di media, campeggi a Ragusa con 25,08 notti, locazioni brevi a Santa Croce (6,68) e turismo rurale a Modica (6,21). Dati che dimostrano come l’offerta stanziale, quando c’è, trasformi il “mordi e fuggi” in esperienza profonda.

Dai numeri alla strategia: il valore della connessione (e della prossimità)

«Questi numeri ci confortano, ma non dobbiamo vivere solo del lascito dei nostri avi, del Barocco e del mare – prosegue La Micela. Ora dobbiamo trasformare questi volumi in continuità. Il turista estero arriva per l’architettura, ma resta se trova un sistema fluido, valido ed accogliente sotto tutti i punti di vista».

E qui il Forum lancia un monito: guardare solo all’estero sarebbe miope. Lo ha dimostrato la scorsa festa di San Giuseppe a Scicli, che apre la stagione iblea: in quell’occasione i dati hanno registrato una forte affluenza da Catania e Palermo. È il segnale che il turismo di prossimità non è un ripiego, ma un pilastro strutturale per la continuità stagionale, che crea stabilità economica, lavorativa, di valore. Investire su questi bacini con la stessa serietà con cui si curano i mercati internazionali non è più una scelta, ma una necessità.

Il Forum punta con decisione sulla connessione fisica e culturale tra litorale e area barocca. Il miglioramento della viabilità secondaria e un’idea di mobilità integrata e sostenibile (mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e percorsi naturalistici) diventano leve strategiche per moltiplicare il valore di ogni presenza.

«Consolidare i mercati esteri senza dimenticare quelli di prossimità e superare la frammentazione tra costa e entroterra – conclude il Presidente – è la via per trasformare una grande stagione in un modello di sviluppo duraturo. Perché il vero obiettivo non è solo attrarre, ma far restare e magari ritornare».