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A 4 Siciliani il “Premio Giorgio Ambrosoli”

Giuseppe FavaMichela BuscemiVita Rugnetta e Fulvio Manno sono tra i premiati della dodicesima edizione del Premio Giorgio Ambrosoli – sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana – assegnato annualmente a figure che, attraverso il loro operato, si distinguono per l’impegno nel contrasto alle mafie e nella tutela dello stato di diritto.

In questa edizione, la Sicilia emerge attraverso quattro diverse forme di presidio della legalità: il giornalismo libero contro il potere mafioso, il coraggio civile di chi rompe l’omertà, la memoria delle vittime e il rigore nell’amministrazione pubblica. Giuseppe Fava, Michela Buscemi, Vita Rugnetta e Fulvio Manno rappresentano così quattro volti complementari della cultura della legalità: informazione, società civile, memoria e responsabilità amministrativa.

Giuseppe Fava, scrittore, drammaturgo e fondatore del mensile “I Siciliani”, assassinato da Cosa Nostra a Catania il 5 gennaio 1984, è stato premiato per la sua straordinaria e scomoda lucidità nel raccontare la mafia come sistema integrato di relazioni, complicità, interessi economici e convenienze politiche. La sua voce continua a ricordare che un giornalismo libero non è un privilegio professionale, ma una garanzia di cittadinanza e un dovere civile verso la verità.

Michela Buscemi, figura della società civile palermitana, ha trasformato il dolore per l’assassinio dei fratelli Salvatore e Rodolfo in un atto di ribellione civile, costituendosi parte civile nel Maxiprocesso di Palermo. Nonostante isolamento, ritorsioni e minacce, la sua scelta ha rappresentato una rottura del tabù dell’omertà popolare e un esempio di coraggio civile, proseguito nel tempo anche attraverso l’impegno di educazione alla legalità nelle scuole.

Vita Rugnetta viene ricordata per il coraggio dimostrato durante il Maxiprocesso di Palermo, dove portò la memoria del figlio Antonio, sequestrato, torturato e ucciso dalla mafia, davanti ai boss e ai padrini nell’aula bunker. Il Premio Giorgio Ambrosoli ne onora la memoria come simbolo di un rifiuto dell’omertà capace di trasformare il dolore privato in richiesta pubblica di verità e giustizia.

Fulvio Manno, professionista e manager pubblico a Trapani, ha operato in un contesto storicamente segnato dalla presenza mafiosa e da reti di condizionamento dell’azione amministrativa. Il riconoscimento valorizza il suo impegno per una gestione della cosa pubblica improntata a trasparenza, rigore procedurale e integrità, a tutela delle risorse pubbliche e del patrimonio della comunità.

In coerenza con la sua missione e scopo sociale, il Premio Giorgio Ambrosoli si conferma un luogo di riferimento primario nazionale per la tutela e il rafforzamento in Italia dello stato di diritto, la Rule of Law, sempre più un tema centrale delle diplomazie internazionali. Il Premio contribuisce alla promozione della cultura dell’applicazione della legge attraverso l’identificazione e promozione di “esempi invisibili”, persone che nell’ambito della loro attività professionale si siano contraddistinte per la tutela dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali” di pericolo o di improprie pressioni contro la legge durante il loro operato.

Questa edizione si preannuncia quale “punto di svolta” rispetto agli oltre dieci anni di percorso pregresso.

Per un verso consolida il suo profilo compiutamente istituzionale con i nuovi patrocini dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e di Unioncamere, che si aggiungono a quelli tradizionali di Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano, della Camera di Commercio di Milano, oltre al sostegno di Confcommercio, mentre Piccolo Teatro – Teatro d’Europa è lo storico partner.

Per altro verso avvia un percorso di attenzione organica alla dimensione internazionale, già predisposta e preannunciata nelle edizioni precedenti e in un ciclo di incontri presso gli Istituti Italiani di Cultura di Bruxelles, New York e Bucarest, in crescente dialogo con i principali think tank, istituti, centri studi e università internazionali attivi su queste tematiche.