Turismo nel Sud-Est siciliano, gli operatori rompono gli indugi: “La DMO iblea sia una svolta vera, non l’ennesimo contenitore”
Dopo decenni di crescita turistica affidata più alla bellezza naturale del territorio e all’eredità storica del Barocco che a una reale pianificazione strategica, gli operatori del settore chiedono che la nascente DMO Enjoy Barocco rappresenti finalmente un cambio di paradigma. È con questo spirito — costruttivo ma determinato — che imprenditori turistici, host rappresentanti di alcune associazioni hanno richiesto un confronto diretto con le istituzioni locali per portare il proprio punto di vista nel processo di costituzione della Destination Management Organization della provincia iblea.
L’incontro, avvenuto in un clima definito positivo e collaborativo, ha evidenziato una disponibilità concreta al dialogo da parte delle amministrazioni coinvolte. Tuttavia, dal mondo produttivo arriva un messaggio chiaro: il territorio non può più permettersi strumenti solo formali o progetti privi di una governance realmente condivisa.
Secondo gli operatori presenti, la nuova DMO dovrà prevedere una presenza effettiva dei privati negli organi decisionali, inclusi i consigli di amministrazione, affinché le strategie turistiche non restino esclusivamente istituzionali, non rischino di cambiare al cambio della politica di riferimento ma riflettano piuttosto le dinamiche reali del mercato e dell’accoglienza che devono essere al centro delle politiche di incoming.
«Per anni il turismo è cresciuto quasi spontaneamente — spiegano gli operatori — sostenuto dal mare e dal patrimonio barocco costruito dal sudore dei nostri avi. Oggi però questo non basta più: serve una visione professionale, capace di programmare e competere con le destinazioni internazionali».
Tra le richieste emerse con maggiore forza vi sono certamente una governance pubblico-privata equilibrata e operativa che sia capace di evidenziare una strategia turistica chiara, con obiettivi definiti. A questo devono seguire una serie di strumenti di monitoraggio e indicatori misurabili per valutare i risultati. Ed infine una gestione coordinata della promozione territoriale, superando frammentazioni e iniziative isolate che guardino appunto alla “destination” e non al singolo riferimento.
Gli operatori sottolineano come la nascita della DMO rappresenti un’opportunità storica con l’idea di essere tra i primi in Sicilia. Ma deve anche e soprattutto essere un passaggio decisivo: senza una struttura manageriale moderna e orientata ai risultati, il rischio è quello di replicare modelli già visti, incapaci di incidere realmente sullo sviluppo economico del territorio.
Allo stesso tempo, viene riconosciuta l’apertura dimostrata dalle amministrazioni locali, considerata un segnale importante verso un metodo di lavoro più partecipativo. «Il dialogo avviato è un passo avanti — affermano gli operatori — ma ora servono scelte coraggiose e misurabili. Aspettiamo quanto emerso in fase di questo produttivo incontro, ovvero che si possa operativamente contribuire alla redazione della fase di statuto della DMO ad oggi in fase di bozza elaborativa».
Il comparto turistico guarda dunque alla DMO Enjoy Barocco con aspettativa e attenzione: non come a un semplice progetto amministrativo, ma come allo strumento che potrebbe finalmente trasformare un territorio ricco di attrattori naturali e culturali in una destinazione organizzata, competitiva e governata con visione strategica.
La sfida, oggi, non è più attrarre turisti grazie alla fortuna geografica o alla storia ereditata, ma costruire un sistema capace di guidare il futuro del turismo in modo professionale e condiviso.
All’incontro con l’amministrazione del Libero Consorzio di Ragusa hanno preso parte:
- Daniele La Rosa, Antica Ibla Centro Commerciale Naturale
- Ruben Spina, Associazione Punta Secca Live
- Bianca Panepinto, Associazione Sicilia Costa Iblea
- Maurizio La Micela, Associazione Forum Operatori Turistici
- Ezio Occhipinti, Scicli Albergo Diffuso/Sicilia Ospitalità Diffu
