Bonanno e il suo “Per favore niente pubblicitΓ ”
Altra interessante serata ieri al “Brancati”. Protagonista lo scrittore-giornalista Mario Bonanno. Nell’occasione la conversazione ha riguardato il suo piΓΉ recente libro “Bitte, Keine RΓ©clame” ovvero “Per favore, niente pubblicitΓ ”. Un libro di 150 pagine, dove l’inizio riguarda “I ghigni osceni del Capitale” e subito dopo “lo stato delle cose globali”. Ma la conversazione Γ¨ partita dalla spiegazione del suo essere “giornalista musicale”. Che certo non Γ¨ il suo ruolo, almeno come si intende oggi, bensΓ¬ fan appassionato, ma anche studioso, dei testi di quello che Γ¨ stato il “tempo dei cantautori”; italiani ed europei. Il suo parlare ha deviato subito sugli avvenimenti storici di quel tempo, fino alla valutazione della storia politica italiana dal ’68 fino al decennio dei ’70; per arrivare ai nostri piΓΉ recenti anni, cioΓ¨ quelli delle stragi di Stato, vere o false, forse piΓΉ vere che false. Continue le citazioni di scrittori e pensatori europei, ma anche i testi delle canzoni dei primi anni di Franco Battiato. O di autori come Lolli, Fabrizio De AndrΓ¨, Francesco De Gregori e tanti altri ancora; molti dimenticati e volutamente silenziati. E le citazioni, rispondendo alle domande di Giuseppe Pitrolo, davano senso alle sue descrizioni degli anni che l’Italia e l’Europa hanno vissuto e continuano a vivere. Con l’aggravante di un capitalismo ormai padrone del mondo e delle civiltΓ moderne, contemporanee. Tra gli autori citati: Latouche, Erich Fromm, Pier Paolo Pasolini, Bauman, e tanti altri, quasi a sintetizzare una visione di supremazia del mercato mondiale e quindi una “guerra” vinta da pochi che comandano, ma persa da tutti gli altri abitanti della Terra. Gran parte della conversazione ha riguardato il nostro Paese Italia. La storia e le dinamiche politiche, il terrorismo, i partiti, l’economia, i mezzi di comunicazione e naturalmente l’uso che i poteri ne fanno e che ci costringono a subire. Ne Γ¨ seguito un breve dibattito finale con il pubblico presente. Che ha dato modo di chiarire certi passaggi della Conversazione. E comunque qualcuno ha richiesto un ulteriore appuntamento con l’autore, magari concentrato sui Cantautori Italiani del secondo Novecento.
