Presentato il libro dell’Avv. Riccotti. I paradossi giuridici sul “caso Scicli”.

Ha fatto discutere parecchio l’appuntamento che ieri sera si è tenuto al Torrente Aleardi, nell’ambito delle “Conversazioni a Scicli”. L’occasione è stata la presentazione del libro dell’Avv. Francesco Riccotti “Conversazioni sul paradosso Scicli”. A discuterne lo stesso autore Riccotti, l’editore Massimo Giardina e il giornalista Marco Causarano. Una elencazione di paradossi che negli ultimi anni hanno riguardato la città di Scicli- suo malgrado- al centro di vicende giudiziarie e politico-amministrative. E la tesi dell’Avv. Riccotti è semplice nella narrazione dei fatti: processi contro gruppi malavitosi (considerati mafiosi) finiti nelle assoluzioni generali; scioglimenti di Consigli comunali (per ben due volte) con esiti discutibili sul piano delle accuse e degli atti amministrativi; processi penali che finiscono con l’assoluzione dal reato di associazione a delinquere (semplice o di stampo mafioso), mentre la giustizia amministrativa per lo stesso atto d’accusa colpevolizza e condanna. Fatti che, come ha anche sottolineato la Commissione d’inchiesta contro la mafia della Regione Sicilia, fanno emergere responsabilità precise degli apparati statali e regionali quando si affronta il “caso Scicli”. Il libro ha il merito di porre, ancora una volta, la vicenda nelle sue sfaccettature e nelle tante contraddizioni che pure emergono dagli atti e dalle decisioni di organismi istituzionali (periferici e nazionali). Emerge anche la disinvoltura di certe accuse che poi non reggono nei processi, mentre sarebbero da studiare comportamenti giudiziari amministrativi, tutt’altro che lineari nella dinamica dei tempi e dei contenuti.

Un breve dibattito alla fine dell’incontro, ha messo in chiaro anche il comportamento remissivo dell’attuale Amministrazione Giannone, che preferisce il silenzio su atti che pure tengono aperte certe problematiche, ritenute pericolose per il territorio e la stessa città di Scicli.

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